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Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis ha dichiarato a Fox Sport: "Ho affrontato il mondo del calcio come se fosse quello dei film e, come nel cinema, ci vuole pazienza. Ho preso il Napoli da un tribunale e piano piano abbiamo trasformato questa società. Abbiamo fatto molto, ma c'è ancora tanto da fare. Dopo l'ultima giornata dello scorso campionato sono andato a vedere la finale di Champions League e lì ho incontrato Benitez, col quale abbiamo subito fatto scopa. Ci siamo trovati d'accordo su tutto e abbiamo iniziato un percorso importante. Fin dal principio mi ha convinto sul fatto che dovevamo cambiare modulo, poi ha voluto vedere quali giocatori erano in grado di adattarsi meglio ai nuovi schemi, infine dopo il mercato estivo abbiamo fatto mosse importanti sul mercato di gennaio e adesso stiamo già lavorando per la sessione della prossima estate". 

MAZZARRI - "Resto innamorato delle persone che hanno collaborato a un progetto importante. Nei confronti dei tifosi era un mio dovere fare un ultimo tentativo per cercare di trattenerlo. Nessuno ha rimpianti, gli auguro maggiori successi, noi andiamo avanti per la nostra strada, abbiamo cambiato parecchio e siamo orgogliosi di quanto fatto in pochi mesi con Benitez". 

BALOTELLI - "E' un caro ragazzo, sottoposto a troppi stress e a troppa esposizione mediatica, non si può aggiungere anche la pressione che Napoli gli creerebbe". 
CAVANI - "Io sono sempre fiero di ciò che faccio, quindi Cavani lo rispetto: è un grande giocatore, ma un tantino egoista. Metteva la squadra in condizione di dover lavorare per lui. Higuain è più uomo-squadra, permette anche agli altri di esprimersi come a Mertens, Callejon, Insigne che ha fatto solo due gol in campionato ma che è un grande giocatore oltre che napoletano doc. Valore? Molto, quindi Lorenzo stai calmo e non pensare di andare altrove".  

LAVEZZI - "Nessun contatto per farlo tornare a Napoli, ma se me lo chiede Benitez...". 
LAMELA - "Non rientra nei nostri progetti, i siamo rinforzi in quel ruolo e non giochiamo a dama mangiando alcuni dei nostri. Un sogno? Amerei sempre comprare giocatori di 20 anni per accompagnarli per mano e crescere. Serve esperienza, alcune gare sono particolari, ma quanti campioni a 21-22 anni sono già maturi? Un rimpianto di un giocatore seguito e poi sfuggito? Nessun rimpianto nella nostra vita, vorrei solo che mio padre fosse ancora qui…". 

PAOLO CANNAVARO - "E' una carissima persona professionale, uno dei più educati che io abbia conosciuto". 
MARADONA - "Diego è un'icona riconosciuta in tutto il mondo e se desidererà rappresentarci fuori dall'Italia, io sarò felice di affidarglielo. Gliel'ho già proposto, ci siamo abbracciati in una notte magica".