Calciomercato.com

  • Getty Images
    Napoli, la doppia vittoria di Gattuso: 'catenaccio e contropiede', Pirlo beffato

    Napoli, la doppia vittoria di Gattuso: 'catenaccio e contropiede', Pirlo beffato

    • Alessandro Di Gioia
    Gennaro Gattuso non è uomo da convenevoli e finzioni, non è mai stato un "paraculo". Genuino, naturale, vero come pochi altri nel mondo del calcio: la sua carriera da allenatore, costellata da situazioni difficili e sventure, parla per lui, così come i gesti, più delle parole, confermano la ferrea volontà di un uomo di principi, come dimostra lo stipendio dell'ultimo anno di contratto lasciato al Milan per riconoscenza e gratitudine. Quello che spesso gli è stato rimproverato, a Napoli così come a Milano, è di non essere mai riuscito ad attribuire un gioco preciso, armonioso e bello da vedere alle sue squadre, nonostante gli uomini di qualità e un modulo sbarazzino e a prima vista offensivo.

    Dopo le critiche ricevute nei giorni scorsi, in seguito al ko in Supercoppa proprio contro la Juve e all'eliminazione dalla semifinale di Coppa Italia contro l'Atalanta, probabilmente turbato anche dalle voci in merito al suo futuro con De Laurentiis pronto a sostituirlo in caso di doppia debacle, il vero Gattuso è tornato, prima nelle interviste, con qualche frecciata a chi gli sta sopra, e poi in campo: "quando il gioco si fa duro, i duri  entrano in campo" diceva qualcuno, l'allenatore del Napoli ha dimostrato ancora una volta di esserlo.

    Nella prima parte di stagione troppi voli pindarici, un gioco forse troppo propositivo dal punto di vista offensivo e poco equilibrato difensivamente, con interpreti schierati fuori ruolo e dannosi per la squadra, come ad esempio Fabian Ruiz tra i due mediani o esterni troppo sbilanciati: nell'attimo del bisogno, il momento degli esperimenti era giunto al termine, serviva una prova coriacea e di carattere, proprio nel solco delle peculiarità dell'allenatore calabrese, che ha saputo far male con le proprie armi.

    Ieri la sfida a distanza con il vecchio amico Andrea Pirlo l'ha vinta lui, nonostante i pressoché nulli tiri in porta, i settimanali paragoni tra il Maestro e Allegri, affrettati e ancora senza corrispondenza nella realtà, e la critica, a volte cattiva e personale, nei confronti di Gattuso, che ieri ha fatto l'Allegri, o il Pirlo. "Non siamo tutti belli, biondi, con gli occhi azzurri" è uno dei mantra del Campione del Mondo calabrese. Ci sono allenatori e allenatori: chi può incantare con il proprio gioco, come Gasperini, chi invece arriva ai risultati in altri modi.

    Catenaccio, contropiede, coraggio e anima fino all'ultima goccia, alla Ringhio: con questi ingredienti erano arrivati i successi che avevano portato il Milan a un passo dal quarto posto, con questi ingredienti arriva la vittoria contro la Juve, che scaccia i fantasmi e riporta il Napoli a meno 9 dalla vetta. Biasimato, a volte deriso, ha replicato con una vittoria figlia dello spirito di sacrificio: sul gioco è criticabile, sui risultati no.

    @AleDigio89

    Altre Notizie