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Napoli, la prima di Mazzarri al Maradona: la 'vendetta' contro l'Inter e un tabù da sfatare

Napoli, la prima di Mazzarri al Maradona: la 'vendetta' contro l'Inter e un tabù da sfatare

  • Gabriele Stragapede
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Un match dal sapore diverso. Napoli-Inter, per tutta una serie di fattori, è una sfida dal gusto particolare. I discorsi di classifica, sicuramente, dato il successo in extremis ottenuto dalla Juventus in casa del Monza, mettono pressione ai nerazzurri, chiamati a rispondere e a riprendersi la vetta della Serie A. D’altra parte, è un match che può raccontare molto anche in casa partenopea. Il nuovo Napoli di Mazzarri, la versione 2.0, riuscirà a difendere lo Scudetto vinto con tanto merito lo scorso anno? Può riaprire un campionato che, dati alla mano, sembra già essere un’eterna sfida tra Juve e Inter? Tutti quesiti che verranno risolti, come sempre, dal rettangolo verde di gioco. L’emozione non dovrà tradire gli elementi che scenderanno in campo questa sera, ma nemmeno coloro che sederanno sulla panchina, specialmente per la formazione di casa.

SFIDA AL PASSATO – Impossibile non sottolineare l’importanza di questo match per Walter Mazzarri. Una sfida nella sfida per il tecnico azzurro al quale, in quel non così lontano 14 novembre 2014, venne inflitto il primo esonero della sua carriera. Colpa dei risultati che stentavano ad arrivare, secondo l’allora dirigenza, colpa della possibile disaffezione dei tifosi, si preoccupava il presidente Thohir. In quella giornata, Mancini tornò sulla panchina dell’Inter, mentre Mazzarri, dopo un sentito discorso alla squadra, diede l’addio ad Appiano Gentile, visibilmente commosso. Un saluto ai suoi ex giocatori e tante lacrime. Lacrime che, senz’ombra di dubbio, sono rimaste impresse al tecnico toscano. Questa sera, praticamente 9 anni dopo quell’episodio, l’allenatore livornese ha una grande chance per ricostruire quella ‘maledizione’ che sembrava aver scagliato contro l’Inter.,

I PRECEDENTI – Sì, perché, i precedenti, dal giorno dell’esonero, sorridono a Walter Mazzarri. Tornato in sella (in Italia) dal gennaio 2018, a Torino, nei primi 3 incroci, il tecnico di San Vincenzo ha inanellato una sequenza di 2 successi e un pareggio, prima che l’incantesimo venne spezzato dalla schiacciassi Inter di Conte che, all’Olimpico Grande Torino, passeggiò per 3-0. Ancor più semplice fu l’ultimo incrocio, dove i nerazzurri sconfissero 4-0 l’allora Cagliari di Mazzarri, in lotta, in quella stagione, per non retrocedere. Squadre diverse, epoche passate, ridimensionamenti vissuti. Ma oggi è un’altra storia. Perchè Mazzarri guida i Campioni d’Italia in carica ed è pronto a sfidare l’attuale prima della classe.

LA PRIMA AL MARADONA E UN TABU’ DA SFATARE – Tornato da poco più di due settimane, in quel di Castel Volturno, Mazzarri si appresta ad abbracciare nuovamente il proprio popolo, nella sua prima uscita nell’ex San Paolo, ora stadio Diego Armando Maradona. Il feeling con la piazza (che allora, nel 2013, lasciò proprio per trasferirsi all’Inter) non si è mai spento e si è anzi riacceso dopo il successo a Bergamo e l’ottima priva fornita a Madrid in Champions League. Il suo Napoli è pronto a tornare a infliggere una sconfitta all’Inter in trasferta (che manca da maggio, proprio contro i partenopei) ma ci sarà un tabù da superare: gli azzurri, infatti, non sono riusciti più a vincere al Maradona dal 27 settembre ed è già stato messo ko davanti ai suoi tifosi per ben 4 volte: nelle sfide Lazio, Real Madrid, Fiorentina e Empoli. Nulla a che fare con Mazzarri che, tuttavia, oltre al suo passato, dovrà sfidare e sconfiggere la cabala. Ma l’allenatore dei partenopei attende la sua rivincita. Il clima al Maradona è pronto ad accendersi: Napoli-Inter si prepara a scaldare la serata di calcio italiano.

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