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E' trascorso un mese dalla rivoluzione di gennaio voluta da Aurelio De Laurentiis e approvata da Gennaro Gattuso: un ribaltone rispetto alla gestione Ancelotti che ha i volti di Diego Demme e Stanislav Lobotka, i due colpi per ridisegnare il centrocampo e anticipare le mosse della prossima estate. Se l'ex capitano del Lipsia ha impiegato pochissimo tempo a diventare un imprescindibile per il suo idolo di gioventù, più lento e graduale si sta rivelando l'inserimento dello slovacco acquistato dal Celta Vigo.

DEMME FONDAMENTALE - Giocatori simili per caratteristiche - quanto meno per la posizione di playmaker davanti alla difesa - ma con un interpretazione del ruolo diversa e che oggi sta privilegiando Demme. 8 presenze complessive tra campionato e Coppa Italia (5 da titolare), con un bilancio di 6 vittorie e numeri che ne certificano l'importanza sotto l'aspetto tattico: il 33% dei contrasti vinti e 2 respinte in campionato, il 91% di passaggi positivi e 84,28 palloni smistati di media nell'arco dei 90 minuti. Giocatore fondamentale per dare equilibrio ed efficace nella distribuzione del pallone, consentendo a Zielinski e a un ritrovato Fabian Ruiz di sganciarsi in avanti per accompagnare la manovra offensiva.
LOBOTKA DEVE GIOCARE - Soltanto 3 le occasioni dal primo minuto concesse a Lobotka, sostituito due volte a partita in corso - dopo il primo tempo della partita persa col Lecce e dopo 22 minuti con la Lazio in Coppa Italia come conseguenza dell'espulsione di Hysaj - e alla ricerca di un minutaggio necessario per ritrovare la migliore condizione atletica ed entrare negli schemi di Gattuso: "Demme è importante, ma lo è anche Stanislav. Gli manca un po' di condizione. Abbiamo due vertici bassi, Demme in questo momento fa tanti km, ci dà equilibrio senza palla, è importantissimo per noi, ma mi aspetto tanto anche da Lobotka e dobbiamo dargli più minutaggio". Che in poche partite ha comunque mostrato quello che può essere il suo contributo, con una cinquantina di palloni gestiti a partita e il 96% di precisione nei passaggi. Più dedito alla costruzione che alla rottura delle trame avversarie, l'ex Celta può all'occorrenza agire da interno. Una soluzione in più per il futuro per Gattuso, che ama il gioco delle coppie e oggi è arbitro di un vero e proprio dualismo.