A lezione da Sarri e Gattuso. Questa settimana abbiamo deciso di soffermarci su due situazioni di gioco tratte rispettivamente da Napoli-Spal e Milan-Sampdoria. In entrambi i casi l’oggetto d’interesse è la valorizzazione e l’importanza dell’inserimento della mezzala nel modulo 4-3-3. Per quel che riguarda il Napoli, esamineremo l’azione del gol di Allan, una specie di manifesto del Sarrismo più evoluto, cioè di quello stile di gioco ormai capace di moltiplicare e variare all’infinito le associazioni e gli affondi su tutto il fronte d’attacco, dunque anche sulla catena di destra, ritenuta negli scorsi anni relativamente meno fluida e proliferante di connessioni rispetto a quella di sinistra. Prenderemo poi l’azione del gol vittoria di Bonaventura nel posticipo di domenica, per vedere come si attacca da dietro non più il lato forte bensì il lato debole. Sarà l’occasione per parlare di alcuni principi di gioco basici ma estremamente efficaci (se applicati ad alta intensità) su cui sta lavorando Gennaro Gattuso


LATO FORTE, ALLAN - L’inserimento del centrocampista, quando riesce coi tempi giusti ed è premiato dai compagni, sovente gratifica e genera bellezza. Si può fare in molti modi. Allan, e più in generale il Napoli, domenica, ce ne ha mostrato uno decisamente spettacolare: l’inserimento della mezzala sul lato forte, vale a dire in quella zona di campo dove si trova il pallone e si suppone perciò più densa e invalicabile la fase difensiva di chi non è in possesso. Generalmente si considera rischioso e improduttivo un inserimento del centrocampista sul lato forte. Primo perché nella maggior parte dei casi c’è grande compattezza e attenzione nei pressi del pallone da parte degli avversari, secondo perché in caso di errore e quindi di ripartenza, mancherebbe subito l’interdizione del centrocampista in questione, appena sganciatosi. E dunque? Il Napoli infrange i cliché. Li prende in mano, li guarda, e poi li smonta. Li scardina. In pratica, la stessa cosa che fa con le difese degli altri. Prendiamo il lato forte della Spal mentre Hysaj sta trasmettendo il pallone ad Allan.



Come si fa a pensare che la Spal di qui a poco prenderà gol, tutta schierata e compatta com’è? E per giunta proprio dal lato in cui gode di una chiara superiorità numerica? Semplice: verrà mossa, scardinata, scombinata, disconnessa. Il tutto grazie a una serie di movimenti coordinati assecondati da combinazioni rapide e tendenzialmente di prima. Appena Allan riceve da Hysaj, Callejon è già alto ad aprire Felipe verso l’angolo dell’area di rigore; nel frattempo Mertens si offre al brasiliano in zona luce, attirando a sé il centrale della difesa a tre ferrarese (Vicari). Da notare l’effetto prodotto sulla retroguardia di Semplici: le frecce rosse hanno direzioni opposte, si sta creando un varco tra il centrale e il centrale laterale sinistro della Spal. 



Ma tutto questo sarebbe ancora troppo poco senza l’inserimento di Allan. E’ lui che approfitta della manipolazione operata da Mertens e Callejon ai danni di Vicari e Felipe. Il belga, anziché chiudere un improbabile triangolazione col compagno, cerca di prima Callejon, che fungerà da semplice sponda



Un tocco di piatto e Allan, inseguito invano da Grassi, è solo davanti al portiere. Un’altra azione-lezione da registrare. 




LATO DEBOLE, BONAVENTURA - Passiamo al Milan. Nel caso del gol di Bonaventura, se lo sviluppo e la conclusione in porta, come vedremo, risultano ben più tradizionali, ancorché sempre spettacolari, l’origine dell’azione merita una considerazione tattica specifica. Tracciamo subito una prima differenza sostanziale tra questa situazione e quella analizzata sopra: qui i rossoneri sono nella propria metà campo e hanno appena recuperato il pallone grazie a Biglia, che lo ha girato a Calhanoglu. E’ in atto una ripartenza fulminea, i cui principali attori saranno il turco stesso, Suso (fuori inquadratura in alto a sinistra), Calabria e Bonaventura. La consegna di Gattuso a inizio gara era stata quella di sfruttare i cambi di gioco per mettere in difficoltà il rombo della Samp e la difesa a quattro strettissima di Giampaolo. Calhanoglu si è divertito a metterla in pratica, anche col mancino. Notate sotto quanto Murru, il terzino sinistro blucerchiato costretto a correre dietro alla fuga di Suso, venga sorpreso dal lancio del numero 10 rossonero. Un cambio di gioco imponderabile. 



Ma non sufficiente: questa giocata è solo il presupposto di altre due mosse letali. Infatti Suso è presto raggiunto da Murru e addirittura dalla mezzala sinistra Linetty. Senonché col lancio di Calhanoglu, in automatico, si era sganciato anche il terzino opposto, Calabria, che ora vedete in sovrapposizione. Sfruttata l’ampiezza, il Milan riesce ad arrivare al cross al culmine della transizione. E qui è opportuno segnalare, sul lato debole della Samp, il ritardo di Barreto sulla corsa di Bonaventura. (Tornate a guardare l’immagine sopra e capirete il perché: avviene tutto troppo in fretta). 



Ed eccoci al momento conclusivo della transizione, quando Calabria pesca Bonaventura a rimorchio, sul lato debole. Per ‘tradizionale’ intendevo proprio questo inserimento della mezzala opposta al crossatore, e al contempo la spartizione dell’area che ne consegue. Primo e secondo palo spettano rispettivamente alla punta del tridente e all’esterno opposto (ma Calhanoglu è già lì?!), mentre lo spazio che va dal dischetto al limite dell’area, sempre all’altezza del secondo palo, deve essere attaccato dal centrocampista. Se Sarri è all’avanguardia, Gattuso ama i classici