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Del domani, in casa Napoli, davvero non v'è certezza. Contestazioni, cori, ammutinamenti, scontri interni, rapporti ormai logori. Definire il Napoli una polveriera significa esser un passo indietro alla realtà. Lo scontro è aperto e resta da capire se può tornare il sereno. Perché ciò avvenga, ci sono diverse situazioni che devono esser definite: De Laurentiis deve esser conscio anche di quelle che sono le sue colpe, quelle di una gestione, in alcuni casi, scellerata dei suoi dipendenti-calciatori.

VIA A GENNAIO -  Non è un mistero che Mertens e Callejon siano stati tra i fautori della linea dura nel momento dell'ammutinamento. Dopo le pesanti parole nei loro confronti pronunciate dal patron prima del match di andata col Salisburgo, quel sottile filo rosso del dialogo è stato tranciato di netto. De Laurentiis ha provato un timido approccio con Mertens post-Salisburgo, Mertens aveva provato in molte alte circostanze precedenti a farsi sentire, senza ricevere particolare attenzione. La sensazione che il belga, già a gennaio, possa lasciare Napoli, caso mai dopo aver scritto la storia con il record di gol segnati, esiste ma non è fortissima. Tante sirene ci sono, in precedenza non erano neppure state ascoltate, ora vengono captate dal belga con maggiore intensità.

LO STRAPPO -Con Callejon, invece, la distanza è stata più netta già da tempo: De Laurentiis ha accennato un dialogo con Quilon, agente dello spagnolo, qualche mese fa. Poi, un silenzio pesante che non fa altro che far presagire un addio, praticamente, scontato: il Dalian, nella sessione di mercato invernale, con Benitez ed Hamsik pronto ad accoglierlo, è un'ipotesi sempre più concreta, anche con un discreto conguaglio per il Napoli. Insomma, un doppio addio dopo tanti anni per altre due colonne che hanno portato il Napoli nei primi posti del ranking Uefa e ad essere la grande antagonista della Juventus negli ultimi anni.