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Curiosità e sospetto accompagnano sovente la novità: ne sa qualcosa Maurizio Sarri, arrivato a Napoli dopo la brillante parentesi empolese. Si è mosso nel solco del rinnovamento Aurelio De Laurentiis, badando al contempo ad una revisione del piano economico, ritoccato verso l’alto nel corso dell’ultimo biennio. Risparmiare restando competitivi, una bella scommessa ma talvolta le idee possono sostituire il danaro e per questo è stato scelto Giuntoli, uno di quei direttori sportivi che provengono “dal basso”, che hanno una storia da raccontare. Napoli e Sampdoria, partendo da presupposti diversi, hanno scommesso su nuovi progetti, ancora tutti da verificare. I primi riscontri, per la compagine genovese, non sono stati positivi: in estate è maturata la clamorosa eliminazione europea, col modesto Vojvodina. Un risultato clamoroso che ha messo a repentaglio il futuro di Zenga, riconfermato a fatica.

Il tecnico, difatti, è stato esautorato da Ferrero, almeno per quel che concerne il mercato ed è così stato costretto ad accettare l’arrivo di Cassano, calciatore a lui poco gradito. La larga vittoria col Carpi ha restituito all’ambiente (e allo stesso Zenga) un briciolo di serenità ma la “macchia” europea continua a gettare un’ombra piuttosto fitta sul futuro dell’uomo ragno. Sorride poco Sarri, sconfitto all’esordio e messo alla berlina per l’assenza di gioco e di idee, oltreché per le eccellenti esclusioni di Gabbiadini e Allan. Ha chiesto tempo, sin dal ritiro di Dimaro ma la “proverbiale” pazienza dei tifosi napoletani potrebbe già esaurirsi in caso di mancata vittoria con la Samp.