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Il Napoli riprende la sua corsa Champions e in attesa che vada in campo pure la concorrenza, si sistema per un po’ al secondo posto. Ma secondo o quarto fa lo stesso. L’obiettivo, il traguardo, è sempre quello. Cert’è, però, dopo il pari indigesto con il Cagliari e le preoccupazioni per un calo atletico di gruppo ed improvviso, il Napoli ritrova il successo, i punti e soprattutto la fiducia. Missione compiuta, dunque, con Osimhen e Zielinski un passo avanti a tutti. E non solo per i gol e gli assist che hanno firmato il risultato.

Mastica amaro, invece, lo Spezia, che pur senza nascondersi le difficoltà dell’appuntamento, sperava in qualcosa in più per sottrarsi ad un finale di stagione non con il cuore in gola. Ma tant’è. Non c’è gioco. Nel senso che non c’è partita. O, se si vuole, non c’è possibilità per lo Spezia di sfuggire a un Napoli cinico e paziente. Ma soprattutto di spessore tecnico diverso e deciso a rimediare alla fesseria commessa nel giro precedente contro il Cagliari al San Diego. E c’è dell’altro. C’è che pur predicando prudenza, Italiano non rinuncia alla difesa alta e, non bastasse, lascia pure troppo spazio tra difesa e centrocampo. Una sorta di suicidio tattico per l’aspirante futuro allenatore azzurro - ma non sarà così - , perché proprio là va ad appostarsi Zielinski, come al solito nella tripla veste di mediano, trequartista e pure finalizzatore e perché un po’ più avanti c’è Osimhen, il quale contro difese così messe può solo esaltarsi. Zielinski, dunque. Là il signorino Piotr fa quello che vuole. Con Fabian più dietro e Insigne troppo spesso estraneo alla partita, è lui a prendersi subito il ruolo di protagonista.

Insomma, messo bene in campo, il Napoli. Quasi sempre attento nella sua inedita difesa Manolas-Rrahmani, eccellente a centrocampo con Politano e Di Lorenzo catena d’oro a destra e un po’ più avanti, manco a dirlo, con Osimhen sempre pronto allo scatto che brucia l’avversario. Cosicchè giochicchia come il gatto con il topo, il Napoli. Palla che va da destra a sinistra e viceversa e poi ricerca della profondità con i corridori di destra o puntando senza indugi sul centravanti nigeriano. Dall’altra parte, però, uno Spezia deludente. Non certo il solito Spezia imbattuto in casa da sei gare e propositivo sino alla sfrontatezza, a volte. No, troppo rilassato e molle, questo Spezia di primavera per pretendersi d’opporsi al Napoli da Champions. E non paga proprio niente la scelta di Italiano di mettere Agudelo al centro dell’attacco al posto di Nzola squalificato. Gli era andata bene contro il Milan, gli va malissimo stavolta. Del resto ha poco “peso” quest’attacco: Agudelo, Verde, Gyasi: dieci gol in tre contro i trentaquattro di Politano, Osimhen e Insigne. Numeri che qualcosa vorranno pure dire, no?

Si spiega così quel tre a zero a fine primo tempo. Mezza partita col Napoli padrone del campo e del pallone e con lo Spezia a far da spettatore. Cosicché non fanno meraviglia i gol di Zielinski (16’, pescato da Di Lorenzo in beata solitudine a tre metri dalla porta), il raddoppio di Osimhen (23’), il quale lanciato proprio dal polacco va in fuga, semina Chabot e fa secco Provedel e, infine, il terzo gol, il secondo di Osimhen, studiato a tavolino: pallonetto di Insigne su calcio da fermo (44’), scatto, controllo e tiro del giovane attaccante, con la difesa dello Spezia che resta a guardare e con la squadra di Italiano che a fine primo tempo non fa segnare neppure un tiro in porta. Cosa, questa, che in avvio di ripresa convince l’allenatore a rivedere le cose là davanti. E allora: fuori Verdi e dentro Piccoli. Ebbene, mentre il Napoli comprensibilmente un po’ s’adagia, lo Spezia finalmente almeno un po’ si dà da fare. Ed è proprio il centravanti spilungone, classe 2001, a rendere vivace - un poco più vivace - la manovra. Anzi, fa di più. Dopo un paio di tentativi azzurri (Provedel protagonista su Demme e poi Politano sprecone col sinistro), fa addirittura gol (64’) riprendendo una respinta di Meret su colpo di testa di Estevez.

Ma non si riapre, la partita. Non basta un po’ di Spezia in più per questo Napoli che controlla tranquillamente il tempo ed il pallone e che ha da dolersi solo per un nuovo accidente a Mertens, appena entrato al posto di Zielinski. Infatti, dopo sette minuti si gira la caviglia dell’azzurro che s’arrende a lascia il posto a Lozano. E ne approfitta immediatamente il messicano per far gol su invito, che dubbio c’è, dello scatenatissimo Osimhen. In verità Irrati, che non arbitrava il Napoli dal settembre del 2018, il gol l’annulla per un fuorigioco, ma il Var lo corregge e, come si dice a Napoli, le “Margherite” passano a quattro. Una vendetta con gli interessi per Gattuso, battuto all’andata per due a uno. E proprio quella fu la partita che spezzò il feeling tra l’allenatore e De Laurentiis. L’inizio di parecchi i guai, insomma.



IL TABELLINO
Spezia-Napoli  1-4  (primo tempo 0-3) 
 
Marcatore: 16’ Zielinsky (N), 23’ e 44’ Osimhen (N), 19’ st Piccoli (S), 33’ st Lozano (N)
 
Assist: 16’ Di Lorenzo, 23’ Zielinsky, 44’ Insigne, 33’ st Osimhen
 
Spezia  (4-3-3):  Provedel, Vignali, Ismajli, Chabot, Marchizza, Estevez (33’ st Acampora), Ricci, Maggiore, Verde (1’ st Piccoli), Gyasi (23’ st Farias), Agudelo (33’ st Saponara).  All. Italiano.
Napoli (4-2-3-1): Meret, Di Lorenzo, Manolas, Rrahmani, Hysaj (24’ st Mario Rui), Ruiz, Demme, Politano (31’ st Lozano), Zielinski (24’ st Mertens. 31’ st: Elmas), Insigne, Osimhen (38’ st Petagna). All. Gattuso.
 
Arbitro: Massimiliano Irrati di Pistoia.
 
Ammoniti: 6’ Hysaj (N), 34’ Ricci (S). 13’ st Estevez (S), 17’ st Vignali (S), 20’ st Osimhen (N)