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    Napoli, Spalletti: 'Con lo Spezia è una trappola, Raspadori lo gestisco così'. E risponde a Mou e Pioli

    Napoli, Spalletti: 'Con lo Spezia è una trappola, Raspadori lo gestisco così'. E risponde a Mou e Pioli

    • Giovanni Annunziata
    Il Napoli è reduce dalla vittoria contro la Roma che ha permesso un allungo sulla seconda in classifica portandosi a 13 punti di vantaggio. Adesso, però, testa al prossimo match, perché domani di fronte ci sarà lo Spezia. All'andata gli azzurri hanno faticato e hanno trovato il successo solo in extremis grazie al gol di Raspadori. L'allenatore del Napoli, Luciano Spalletti, ha parlato in conferenza stampa:

    Sarà una partita trappola contro lo Spezia?
    "La partita trappola esiste se continuiamo a fare discorsi che riguardano vittorie facili, già proiettati verso un finale scoppiettante. Ho sentito parlare di attenzione verso il derby, ma allo Spezia del derby non frega nulla, allo Spezia interessa dei punti salvezza. Che merita, vista la storia del club e della città. Lì ci sono stato e so quanto tempo dedicano alla squadra di calcio. Noi dobbiamo concentrarci su quello che è un match importantissimo, perché sarà una partita difficile in un campo difficile e solo l'attenzione, la dedizione, l'applicazione su qualsiasi tipo di partita ci permetteranno di andare a sfruttare l'occasione che abbiamo. Per cui per noi è la stessa cosa contro chi si gioca, sempre. Ci sono in palio tre punti".

    Serve un contatto maggiore con i tifosi?
    "A me sembra che questo contatto ci sia sempre per quello che è l'affetto, l'amore che riceviamo giornalmente per le strade di Napoli, andando nei pensieri dei nostri tifosi. Questa è una cosa a cui bisogna fare attenzione (l'incontro, ndr) perché ci sono delle regole a cui attenersi, le strutture corrette. L'anno scorso siamo andati a fare degli allenamenti al Maradona, giocato partite lì. Abbiamo pensato proprio questa settimana, siccome è un sistema per tenere in condizione chi gioca di meno, di giocare contro la Primavera. Abbiamo pensato di farla al Maradona perché loro meritano la stessa attenzione da parte dei tifosi. È anche per riuscire a far venire bene l'allenamento e abituarsi a quel livello lì di calcio, preparatorio alle gare stesse. Mi sembra che però poi ci sia l'impegno da parte di tutti e due di essere insieme in questo percorso da qui alla fine del campionato. È indispensabile che ognuno di noi facciamo la nostra parte, sia noi che gli sportivi. Senza mollare un centimetro. Il calciatore in campo ha un orecchio disponibile alle indicazioni dell'allenatore e l'altro orecchio ce l'ha all'incitamento dello stadio, della curva. Se viene a mancare qualche componente si crea qualche problema. A volte si passa da coglioni per guadagnarci dopo. Anche quando devi avere per forza una reazione altrimenti sei considerato meno di quello che sei, è il momento di stare zitti, ingoiare e andare avanti. Se avessimo avuto la nostra curva come lo scorso anno a La Spezia saremmo stati più forti".

    Si pronosticava un calo del Napoli: si aspettava questa risposta della squadra?
    "Quando veniva detto che gennaio sarebbe stato un mese difficile, per quanto ci riguarda l'attenzione era verso la possibilità di allenarci bene, l'attenzione era verso la qualità degli allenamenti, che ci fosse ritmo, un pallone che gira a 2000 km/h con una qualità e precisione che evidenzi il livello dei calciatori che abbiamo. Il risultato dell'espressione del gioco della squadra per me era difficile poterlo dire, ma l'attenzione a quei particolari è stata massimale. La risposta dei calciatori stessi sul comportamento da avere in quelle occasioni è stata totale".

    Questo Napoli è la più bella opera d'arte realizzata da Spalletti?
    "All'inizio si diceva che non potevamo fare questo percorso, c'erano dei dubbi. Poi il percorso è stato segnato da eventi, risultati diversi da quelli che pensavamo. Ora pensiamo: perché una di quelle sei squadre non può fare quello che abbiamo fatto noi? Per cui ci rimane l'obbligo di fare risultati affinché chi è dietro non venga a ridosso creando alcune difficoltà. Ci vuole la consapevolezza che soltanto i fatti, i risultati sono capaci di scrivere la storia. Per cui questi risultati bisogna continuare a farli da qui alla fine del campionato. Ci sono squadre forti, in grandissima salute. Come l'Atalanta. Anche se sono a dei punti di differenza. Che cazzo dico? Dico quello che mi pare, che penso, che assomiglia alla realtà. All'inizio si diceva che non era possibile ed è avvenuto. Se non ti fai trovare pronto, attento nel comportamento e nella totale disponibilità della professione da mettere durante le partite e gli allenamenti si rischia di rimanerci male".

    L'importanza di Rrahmani.
    "Rrahmani è fondamentale per la composizione della rosa e quando viene chiamato a giocare lo è il doppio. Fondamentale lui, così come gli altri. Senza fare divisioni. Sono fondamentali tutti nella nostra squadra. Lo si vede nella partecipazione la domenica quando anche da fuori vivono la partita come tutti quelli che vengono a vedere la partita allo stadio".

    Celebrazioni anticipate.
    "Non è per scaramanzia. Nessuno di noi ha scritto che al girone d'andata avremmo avuto 50 punti. Bisogna farsi trovare pronti e combattere il fatto che qualche squadra possa fare altrettanto. Di strada ce n'è ancora tanta da fare. Ci sono 54 punti a disposizione, è ancora molto presto per poter far accadere le cose. Accadranno dopo il tempo che manca da qui alla fine del campionato".

    Quanto c'è di Spalletti nella crescita di Osimhen?
    "Posso spiegare la crescita di Osimhen con l'allenatore dopo di me, saranno 25 i gol di testa con lui. Con quello dopo ancora saranno 32. Perché è Osimhen che ha potenzialità, andrà sempre avanti ad acchiappare numeri più importanti per i suoi gol. Non sono le qualità dell'allenatore al momento in cui li fa".

    Raspadori fuori dai radar. Quale può essere la sua gestione?
    "Mi piacerebbe far vedere la squadra che gioca di meno anche per lui. Se lo vedeste in allenamento capireste che è na cosa incredibile per qualità, forza, applicazione. Di solito si dice che tutti sono uguali ma per me sono differenti. Ho più disponibilità verso chi si allena e si comporta in un certo modo, che vengono all'allenamento un'ora prima rispetto a chi viene gli ultimi minuti. È la difficoltà di questo lavoro tenere fuori questi calciatori e lui è uno di quelli che quando poi lo chiami ad essere della partita, come quasi tutti, riesce subito a entrare nel contesto giusto. Come ha fatto anche contro la Roma. Questa è una fortuna che un allenatore possiede".

    La difficoltà nell'affrontare questo Spezia.
    "La difficoltà sarà, come ha detto Di Lorenzo, che lo Spezia sa come stare in campo. Mi auguro di trovare Gotti domani, che ha avuto un problema. È una persona che merita di stare in panchina, ha dimostrato la sua passione per questo sport. Loro sono bravi a palleggiare, hanno calciatori tecnici e rapidi, riconoscono benissimo questo guadagnare terreno velocemente andando ad attaccare lo spazio dietro la linea difensiva. Sono le loro armi migliori e dobbiamo essere attenti nelle preventive. La squadra che tenta di fare la partita e allo stesso tempo veloci nella testa e pronti a correre all'indietro con le loro verticalizzazioni improvvise". 

    Formazione titolare?
    "Ne dico uno solo, giocherà Osimhen. Vi ho reso la vita difficile (ride)".

    Pioli e Mourinho dicevano che meritavano di più contro il Napoli. È difficile ammettere che il Napoli è più forte?
    A volte si dicono cose per trasmettere entusiasmo ai propri calciatori. Secondo me noi abbiamo portato a casa lottati con le unghie e con i denti come quello di Milano. Abbiamo poi fatto delle partite o delle vittorie che sono state combattute, equilibrate, ma portate a casa meritatamente come contro la Roma. Dal punto di vista nostro l'analisi è differente perché abbiamo vinto e disputato la partita in quel modo".

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