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Napoli trema per Cavani: Mazzarri gela De Laurentis

Napoli trema per Cavani: Mazzarri gela De Laurentis

Altro che giro d'onore, nuovo no ai 4 milioni.
Mazzarri gela De Laurentis.
All'ultimo respiro, quando più nessuno avrebbe dato importanza al risultato. Ed è stato proprio in quei pochi istanti che s'è materializzata la classe, quella qualità che ha permesso a Marek Hamsik di far esplodere, definitivamente, un San Paolo gia di per sé esaltato dalla festa iniziale, con tanto di fuochi d'artificio. Il tocco sotto del centrocampista slovacco (48' s.t.) ha frantumato quel poco che restava dell'orgoglio del Siena ed è servito ad aggiungere un'altra vittoria, la ventitreesima, al campionato del Napoli. Onore agli avversari, comunque, che si sono battuti con grande determinazione nonostante i risultati del pomeriggio ne avessero sancito la retrocessione.

Prepartita - Il pomeriggio, tuttavia, ha avuto un momento di confronto tra De Laurentiis e Mazzarri, nel ventre del San Paolo, un'ora prima dell'inizio della gara. Il presidente ha proposto all'allenatore di fare insieme il giro del campo a fine partita, dopodiché si sarebbero visti in un hotel sul lungomare per firmare il rinnovo del contratto: due anni per un corrispettivo di 4 milioni di euro a stagione. Una cifra che avrebbe fatto barcollare chiunque, ma non Mazzarri che ha risposto picche all'offerta di De Laurentiis, dandogli appuntamento tra due martedì, dopo l'ultima di campionato. Un atteggiamento che ha indispettito non poco il presidente ormai convinto di dover trovarsi un nuovo tecnico, mentre per Mazzarri potrebbe essere decisiva questa settimana per decidere se accettare la proposta della Roma che è inferiore sul piano economico (3 milioni di euro), ma prevede un anno in più di contratto. L'altra opportunità da valutare potrebbe essere quella dell'Inter.

Napoli due - In campo s'è rivisto, per l'occasione, il Napoli 2, quello che ha disputato gli incontri di Europa League. Mazzarri ha schierato una formazione più che rimaneggiata, lasciando in panchina buona parte dei suoi talenti. Una scelta indolore, stavolta, perché in gioco ci sarebbe stato soltanto il risultato e anche una sconfitta non avrebbe tolto nulla a quanto conquistato con due settimane di anticipo: il secondo posto e la qualificazione diretta in Champions League. Dei titolari, vengono schierati soltanto Cannavaro, Dzemaili e Cavani, quest'ultimo interessato ad aggiungere altri gol al bottino stagionale. E alla fine è stato proprio lui a ristabilire il risultato, nella ripresa (28'), dopo la rete di Grillo (36' del primo tempo), rapido a sorprendere Rosati con un pallonetto, sulla punizione battuta da Calello. Sarà stata l'emozione ad averlo condizionato, probabilmente, per quella che potrebbe essere stata l'ultima volta dinanzi ai tifosi napoletani. Ci sono voluti, infatti, diversi tentativi prima che realizzasse il gol numero 37 in stagione, 28 in campionato. Un bottino sufficiente, che gli consentirà di vincere per la prima volta la classifica dei cannonieri. Prima la traversa (12') e poi il palo (15') non sminuiscono le voglie di Cavani che si batte come un forsennato. Riesce persino a sbagliare un paio di occasioni, solo dinanzi a Pegolo, ma resta il migliore per l'impegno e per la grande determinazione con la quale ha trascinato i compagni fino a quando il risultato non è stato messo al sicuro.


Napoli trema anche per Cavani.
Edinson Cavani e Walter Mazzarri ai saluti? La gente lascia il San Paolo felice, in fondo a un pomeriggio da circoletto rosso, di quelli memorabili: all'eventualità di un clamoroso doppio addio non vuol credere affatto. No, mai. Anche se il «no» del tecnico alla proposta di rinnovo di De Laurentiis scatena più di un dubbio. I tifosi incrociano gli sguardi dei due osservati speciali, lungo la sfilata di fine gara sotto le curve, e cercano di indovinare le loro intenzioni: lacrime e commozione di chi vuol continuare o di chi ha già deciso di andar via?

Festa - È stata la vittoria numero 23 in questo campionato. E il Napoli si è consegnato agli applausi del pubblico sparando fuochi d'artificio prima e nel finale di gara: l'ultimo di Marek Hamsik è stato il miglior sigillo possibile ad una stagione eccezionale, culminata col 2o posto, la Champions, lo show del presidente Aurelio De Laurentiis prima del match col Siena e l'abbraccio finale di tutto il popolo azzurro di Fuorigrotta. Il patron ha arringato la folla nel suo stile, annunciando l'amichevole del 30 luglio col Psg e il quadrangolare di Londra del 3-4 agosto con Arsenal, Porto e Galatasaray, ringraziando tutti nel discorso pre-gara: «Grazie ai tifosi e grazie a Mazzarri che in questi 4 anni ci ha fatto godere moltissimo con tutto il suo staff. Avevo promesso una squadra forte nei primi 10 anni, siamo in vantaggio di un anno. Abbiamo rispettato il fair play, abbiamo il miglior attacco e la seconda miglior difesa: tutto ciò è straordinario. Affronteremo la Champions senza paura». Parole, quelle dedicate a Mazzarri, nelle quali qualcuno ha voluto leggere un inespresso epilogo del rapporto con l'allenatore. Lui, Walter, non ha parlato, alimentando una volta di più dubbi e supposizioni.

Incertezza - Al posto di Mazzarri ha lasciato scorrere parole il vice Nicolò Frustalupi, senza sgombrare il campo dalle incertezze: «Non devo dire io se abbiamo ancora gli stimoli per rimanere a Napoli, è una domanda per Mazzarri. Posso solo dirvi che se il mister rimarrà a Napoli avrei piacere di restare con lui, se dovesse andar via avrei piacere di seguirlo».

Trionfo - Una passerella al San Paolo per «Giandu» Grava, all'ultima in maglia azzurra (salutata con una standing ovation dei tifosi), ma anche un'occasione per aggiornare i record di Cavani (28o gol in campionato, 37o stagionale del capocannoniere di A) e di Hamsik, alla 12a rete della stagione (eguagliato il personale del 2009-10). Lo slovacco si è sbilanciato a proposito dei rumors su «Matador» e l'allenatore: «Festa d'addio per qualcuno? Il giro di campo con Mazzarri e Cavani? Io non l'ho guardato come un saluto, ma come una gioia, un festeggiamento per un grande 2o posto. Non come un addio». Napoli vorrebbe credergli. E vorrebbe soprattutto che questo pomeriggio pirotecnico di gioia non finisse mai. Con tutti i protagonisti coinvolti: ieri, oggi e domani.

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