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Ora che il massimo esponente della Chiesa Maradoniana ha rilasciato una dichiarazione a metà tra un’omelia e una fatwa, possiamo essere più ottimisti. Nel corso dei festeggiamenti per l’arrivo di Messi il gran sacerdote Hernan Amez non ha fatto mancare il suo mistico annuncio: “Crediamo che Leo al San Paolo possa capire quanto Diego sia stato forte nel combattere lo strapotere del Nord nei confronti del sud”. In tempi d’incertezza e preoccupazione abbiamo trovato la soluzione del problema dei problemi: non il Coronavirus, l’Isis, la Brexit, Trump, il riscaldamento globale… bensì lo “strapotere del Nord” che potrebbe, oggi, essere degnamente contrastato da Messi. Già: Maradona è stato anche questo. Non solo un grandissimo giocatore, ma anche un simbolo buono per tutte le occasioni.




Il giorno in cui il suo “erede” mette piede per la prima volta nel tempio di Diego, i napoletani e non solo, anche i “dieghisti” di tutto il mondo, immaginano questa specie di reincarnazione mistico politica, che è alla base di tanto entusiasmo. Più del gioco, più della vittoria, più della qualificazione, si sogna l’inizio della stagione del riscatto, il ritorno dell’epoca aurea segnata dalle gesta di Diego. Per questo, stasera, Lionel non si presenta come un nemico, ma come un alleato; per questo ci starebbero a barattare una sconfitta scaramantica con un’affermazione ben più importante. “E…se venisse da noi? Se gli facciamo vedere quanto lo amiamo. Se mettiamo Napoli ai suoi piedi forse…”.  Magari il miracolo, con l’aiuto, di San Gennaro potrebbe avvenire. 



A Torino non sono forse bastati gli applausi a Ronaldo, dopo la sua spettacolare rovesciata contro la Juve, per convincerlo a indossare la maglia bianconera? E allora perché non sognare la stessa cosa per Messi in quel regno che ha ancora un unico re: Maradona? “Un demone - come disse un tifoso napoletano - capace di portarci in paradiso”. Un paradiso che, a Napoli, non può attendere.