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L'ultimo miracolo di Edinson Cavani non è la prima quaterna in carriera e il primo poker di un giocatore del Napoli. Il vero prodigio del Matador è stato quello di trasformare i fischi in applausi. Senza i suoi slanci e la sua prestazione da fantascienza, il Napoli avrebbe perso la terza partita di fila in Europa, lasciando l'Europa League con ben due turni d'anticipo. Ecco perché, quando il Dnipro era in vantaggio per 2-1 (anche a causa di una sconcertante prestazione di Vargas, e una pessima di Donadel), il pubblico fischiava e rumoreggiava copiosamente. Il merito della svolta non è soltanto di Cavani, ma anche degli innesti, molto positivi, di Hamsik e Insigne. I due nuovi entrati hanno dato la scossa, portando finalmente qualità in campo (anzi, per qualcuno il Napoli giocava in nove) ed esaltando il campione con la maglia numero 7 sulle spalle. 

In pochi minuti è arrivata la rimonta e poi il sorpasso. Cavani ha esaltato uno stadio pieno solo a metà (forse anche meno), e fino a quel momento nervoso e deluso. Il Matador ha spazzato via tutto, regalando esaltazione, spettacolo e divertimento. Mentre a Glasgow la notte prima il calcio aveva regalato poesia, al San Paolo è andato in scena un altro spettacolo da ricordare. Il gioco del pallone si è espresso nella sua purezza e con tutto il suo fascino. Ancora una favola d'Europa, ancora più bella perché nata dai fischi. Cavani li trasforma in applausi e gioia, firmando una serata memorabile, che rimarrà nella storia. La gente si è risvegliata raccontando le gesta del campione: chi lo ha visto da vicino suscita invidia in tutti quelli che non c'erano, o che magari erano 'solo' davanti alla televisione.

Il rito collettivo dello spettacolo del calcio dimostra quanto sia bella l'Europa: la brutta storia della coppa giocata con le comparse è stata spazzata via dai giocatori veri, dai campioni che rendono vivo questo sport. Anche Mazzarri lo ha capito: l'allenatore ha dovuto togliere qualche seconda linea per 'disperazione' e si è rassegnato al fatto che in campo ci devono andare i campioni, soprattutto in Europa. E dalla magica serata del San Paolo è arrivato un messaggio semplice: anche la vituperata Europa League, sporcata da scelte sbagliate e senza senso, può diventare esaltante e magnifica. Basta mettere in campo il vero Napoli. Adesso gli azzurri sono di nuovo in corsa per la qualificazione: la gente sogna grazie a Cavani. Guai a fare scherzi nelle prossime due partite che aspettano i partenopei. Bisogna onorare al massimo questa competizione, perché togliere un sogno ai tifosi sarebbe ingiusto e per nulla rispettoso. E per chi pensa alla stanchezza: ma un alieno può davvero sentire la fatica?