Se il tempo è scaduto, la cosa migliore è che il recupero sia il più breve possibile. Per evitare uno stillicidio che farebbe solo male al Napoli, ai protagonisti ed alla necessità di voltare pagina per un pubblico che ha dimostrato, per l'ennesima volta, di avere pochi pari al mondo per calore ed intensità. Il post-partita di Napoli-Crotone è stato un vortice di emozioni violente, si bottiglie aperte e di strappi a sorpresa. Sarri prova ancora a prendere tempo, De Laurentiis spiega che il tempo è scaduto. Sarri aggiunge, poi, che è meglio far finire le storie quando sono ancora belle. Se tre indizi fanno una prova, allora è meglio che il miglior allenatore della storia del Napoli lasci al vertice della sua parabola, anche se questa non ha portato nessun trofeo in bacheca.

IL SARRISMO. Usiamo ancora un condizionale, ma la situazione in pochi giorni è precipitata. Si è passati da 'aria di pace' (messaggio fatto trapelare dallo stesso De Laurentiis) al tempo scaduto nell'arco di pochi giorni, da mercoledì a domenica è cambiato tutto, con la candidatura di Ancelotti per la successione a Sarri che si fa sempre più forte. Resta da capire cosa è significato e cosa potrebbe ancora significare la filosofia, l'idea di calcio che ha portato Sarri.
Perché l'uomo Sarri potrà, legittimamente, correr dietro ad ambizioni (soprattutto economiche) diverse, ciò che resterà per sempre sarà un legame creato con una piazza che sa esaltare i valori, che dimostra perché ci si lega a Napoli. Sarri ha dimostrato che in Italia è arrivato il football 2.0, che non serve pagare Guardiola 20 milioni l'anno per portare in campo l'evoluzione di questo sport. Il Sarrismo è stato cemento tecnico e psicologico che ha consentito ad un gruppo di valorizzarsi al meglio attraverso una schiera definita di principi di gioco, attraverso un lavoro pazzesco che ha portato a frutti assolutamente impensabili.

IL MIGLIORE. Ed è per questo motivo che è giusto inserire Sarri nel gotha degli allenatori della SSC Napoli. Anzi, definirlo il migliore della storia del Napoli o, comunque, metterlo in coabitazione con l'altro grande innovatore Vinicio non è assolutamente una bestemmia. Nel calcio, come lo stesso Sarri ha ripetuto più volte, tutto finisce: ed allora se sarà addio, non ci sarà che da ringraziare il top coach che si sia mai visto da queste parti. Uno che ha coagulato attorno a se un intero popolo, uno che ha sconfitto, al di là del risultato, una logica che ammazza un intero sport: perché vincere è importante, ma conta anche altro.