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Una crisi che non è affatto passata. Il Napoli aspanna, e da ieri anche in Europa League, dove è arrivata la prima sconfitta ma soprattutto una prestazione negativa: ma è soprattutto il campionato che disegna la crisi degli azzurri: alle due vittorie di fila è arrivato il pareggio contro l’Inter. Un risultato che poteva sembrare positivo alla vigilia, ma che in realtà si è dimostrato pieno di amarezza per come gli azzurri si sono fatti rimontare il doppio vantaggio. Due grandi ingenuità difensive che dipingono il momento difficile del Napoli, che non riesce a trovare la compattezza che aveva un anno fa. Appunto, un anno fa.

Era l’inizio dell’era Benitez, e gli azzurri dopo sette giornate di campionato avevano appena fermato la loro corsa sfrenata: sei vittorie di fila, poi arrivò il pareggio interno contro il Sassuolo. Da lì le prime avvisaglie dei limiti che la squadra azzurra si porta dietro anche adesso. Eppure quel Napoli sembrava sceso da un altro pianeta. Nel campionato di Serie A 2013- 2014 alla settima giornata i partenopei erano al secondo posto dietro la Roma a 19 punti. Sei vittorie e un pareggio: i gol segnati erano ben 18, con solo quattro reti subite. Numeri da corazzata, che se paragonati a quelli di quest’anno descrivono alla perfezione le difficoltà della squadra di Benitez. Oggi, dopo sette giornate il Napoli è fermo a 11 punti. Settimo posto per gli azzurri, che hanno 8 punti in meno rispetto allo scorso anno. Pesante anche il dato dei gol fatti e subiti: sono 10 le reti segnate.
Anche in questo caso 8 in meno rispetto alla scorsa stagione. Ed è molto negativo anche il dato sulle reti passive: 9 incassate da Rafael, mentre un anno fa ne erano 4. Cinque in più. E tutto questo in sette giornate di campionato: analizzando i numeri un vero e proprio tracollo, soprattutto se si considera che la Juventus oggi ha gli stessi punti che aveva il Napoli un anno fa. Questo potrebbe dire che il livello del campionato si è un pochino abbassato, e gli azzurri non solo non ne hanno approfittato, ma hanno subito un pesante peggioramento. Per questo motivo tocca a Benitez raddrizzare la barca al più presto, intervenendo soprattutto in difesa, dove la squadra subisce gol banali. Si parla ancora di concentrazione e cattiveria, eppure alla sua seconda stagione i meccanismi del Napoli di Benitez dovrebbero essere maggiormente oliati, e le motivazioni non dovrebbero mancare. Non c’è alcun motivo per non puntare alla Champions, magari guardando al secondo posto.