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Massimiliano Allegri, prima di Napoli-Inter si era augurato un pareggio nel big match del San Paolo per sperare con un'eventuale vittoria ad Udine di accorciare sul duo di testa. Il pareggio è arrivato, fermando la corsa del Napoli, una serie di record infiniti della banda Sarri: fa effetto, tra l'altro, vedere lo zero nella casella dei gol segnati. Il Napoli andava a segno da quasi otto mesi, l'ultima partita senza gonfiare la rete avversaria è stata quella del 25 febbraio scorso, la sconfitta per due a zero in casa contro l'Atalanta. Insomma, volendo sintetizzare, l'unico ad aver vinto ieri sera tra Spalletti e Sarri, nel triangolo toscano, potrebbe esser stato Massimiliano Allegri.

LA CERTIFICAZIONE - Provando ad analizzare, però, la gara di ieri vien fuori che per il Max juventino forse c'è davvero poco da stare Allegri. La battuta è scontata ma quanto mai appropriata: Napoli-Inter di ieri sera è stata, per distacco, la gara più bella di un campionato che ha sempre visto vittorie frutto di errori. Anche nel successo della Lazio allo Stadium, ad esempio, si sono palesati i limiti attuali della retroguardia bianconera. Al San Paolo ieri è andato in scena l'elogio della ricerca della perfezione. Perché ogni attacco riuscito è arrivato ad esser pericoloso senza mai riuscire a sfruttare una disattenzione avversaria, perché la fase offensiva è stata costruita sfruttando tutte le armi a disposizione e con una variabilità di soluzione estremamente interessante. Inoltre, ci sono i margini di crescita che sono importanti, soprattutto in casa Napoli: perché Mertens tornerà ad esser devastante, perché il collaudo della difesa non potrà che perfezionarsi sempre più, perché Hamsik e Zielinski sono sulla via giusta per ritrovare gol e prestazioni. Insomma, la gara di ieri ha certificato che si tratterà di una corsa a tre per lo scudetto.

TRA CAMPO E MERCATO - Questo, nonostante le dichiarazioni di facciata di Spalletti, che per il momento scommette leggero sul tavolo del campionato, ma è consapevole di avere le fiches per provare a divertirsi fino alla 38esima. Molto dipenderà, però, ora dal mercato di gennaio: perché la Juventus ha una batteria di soluzioni più ampia, perché Sarri ha già lanciato un primo interrogativo sui ricambi di qualità, con il pensiero che subito è volato a Verona e sul quel Roberto Inglese voluto da De Laurentiis ma che certo non è Arek Milik. Nella sessione invernale ci sarà da capire quanto davvero il patron azzurro sarà disposto a rischiare sul tavolo di questo campionato: da lì sarà impossibile per tutti bluffare.