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Era quasi scontata la vittoria, tornando ad un successo che mancava, al San Paolo, dallo scorso 10 dicembre, la vittoria col Genk, la gara che costò la panchina a Carlo Ancelotti. Gattuso è partito proprio da Ancelotti, dalla voglia di testimoniare come mai avrebbe voluto offendere colui il quale, come ha ribadito, ritiene un padre dal punto di vista calcistico. Un papà dal quale, però, si è profondamente distaccato, resettando il chip dei suoi calciatori, cercando un modo diverso di allenare, di stare in campo: insomma, grazie per tutto quello che hai fatto per me, ma io sono Gattuso, la faccia è mia e ci provo con la mia testa. La deancelottizzazione del Napoli sta procedendo tra mille difficoltà, un po' d'inesperienza, ma anche con la sensazione di un percorso che, forse prima del previsto, inizia a dare dei frutti: il banco di prova tra Fiorentina e Juventus sancirà se il processo di creazione di una nuova identità meriterà di esser considerato tale da confermarsi anche nella prossima stagione, ancora con Gattuso sulla panchina del Napoli.

CASO LOZANO - Uno dei problemi principali di Gattuso è quello di risolvere un caso chiamato Lozano. L'acquisto più costoso della storia del Napoli, contro il Perugia, qualche spunto lo ha mostrato, rigore procurato compreso. È stato piazzato a destra alto, nel 4-3-3, in quello che dovrebbe essere il suo ruolo: Gattuso ha ragione quando sostiene che strappa con una durata troppo limitata, si percepisce il grande potenziale, ma deve avere maggiore continuità, deve rischiare di più, determinare di più. Con un Callejon che appare in fase calante ed a fine corsa con il Napoli, visti anche gli irrisolti problemi contrattuali, con Mertens che ha gli stessi problemi a cui vanno aggiunti quelli fisici degli ultimi mesi, l'esplosione di Lozano diventa quasi determinante per il Napoli. Lozano è stato il grande desiderio esaudito di Ancelotti, un calciatore che non aveva mai acceso la scintilla del ds Giuntoli: ora, sta a Gattuso provare, quanto meno, a non depauperare un patrimonio nella stagione in cui il Napoli, con ogni ragionevole certezza, non riuscirà a raggiungere la Champions con tutto ciò che vuol dire in termini di mancate entrate, anche sul mercato, visto che gli investimenti non potranno essere gli stessi.