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Se il mercato non decolla è tutta colpa delle tv. Qualcuno dirà: “Ma sei impazzito?”. No, ho fatto due conti, proprio come li hanno fatti i presidenti delle società di calcio di serie A. Fino a quando non si saprà chi si aggiudicherà i diritti televisivi del triennio 2021-2024 e quanti soldi percepirà ognuno dei club nella massima serie, state certi che si giocherà al risparmio, con una forma elementare di autofinanziamento del mercato. Ad esempio, la Roma comprerà Milik con i soldi che sono arrivati dalla cessione di Under e farà altre operazioni con i soldi di Dzeko. Idem il Napoli. Ricordando che a gennaio sono stati acquistati Demme, Lobotka, Politano, Petagna e Rrahmani, a luglio c’è stato l’investimento Osimhen (47 milioni cash) che sarà finanziato dalla cessione di Allan (25 milioni più bonus) e di altri elementi in uscita come Ounas e Younes. 

E per completare l’organico di Gattuso? Lo si farà prendendo prestiti (Deulofeu dal Watford) e calciatori a scadenza (Papastathopoulos dall’Arsenal), ma anche reinvestendo la cifra che De Laurentiis riceverà dalla cessione di Koulibaly. Ogni giorno che passa, la valutazione del senegalese reduce da due stagioni sotto tono, cala gradualmente. In più, c’è il rischio che il Manchester City voglia fargliela pagare al Napoli per lo sgarbo su Jorginho, utilizzando Ramadani come mediatore perché il club inglese non vuole più trattare con De Laurentiis. Non ci si può fidare del City, che intanto corteggia Gimenez dell’Atletico Madrid, e intanto il Psg si presenta con una offerta stavolta concreta: 52 milioni subito ed altri 7 con bonus più o meno raggiungibili. E’ poco? Probabilmente sì, rispetto alla valutazione che De Laurentiis dava di Koulibaly fino a due mercati fa. Ma forse oggi non si potrebbe chiedere di più. 
La cifra non possiamo indovinarla, però possiamo scommettere che il K2 lascerà il Napoli entro la fine di questa sessione di contrattazioni, perché il suo ingaggio (6 milioni netti) non sarebbe più sostenibile da una società che ha un monte ingaggi ancora prossimo ai 100 milioni, pur non avendo il recovery fund della Champions che ha garantito al Napoli almeno 60 milioni annui tutte le volte che gli azzurri hanno messo piede nella massima competizione continentale. Koulibaly è nella lista dei partenti, Maksimovic è “tra color che son sospesi” perché, oggettivamente, non è proprio il caso di rinnovargli il contratto per altri 4 anni a 2,8 milioni netti a stagione. In totale, 11,2 milioni netti, cioè 22 lordi: ma questi soldi ed avendo ammortizzato per intero il costo del cartellino, il Napoli può anche permettersi di lasciarlo andare a parametro zero ed investire la cifra che Maksimovic avrebbe voluto per i prossimi 4 anni, su di un altro difensore, più giovane ed anche più affidabile. Il nome? Marcos Senesi, italo-argentino di 23 anni che il Feyenoord cederà a 20 milioni di euro. E così i conti ritornano.