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Nessun minuto collezionato in due partite contro Inghilterra e Croazia, ma il ritorno tra i convocati della nazionale spagnola a 9 mesi di distanza dall'ultima chiamata é stato per Suso un premio al ruolo sempre più centrale assunto nel Milan, una posizione resa quasi granitica prima da Montella e da Gattuso poi. Con la ripresa del campionato, con i rossoneri impegnati a Cagliari, e il ritorno sulla scena dell'Europa League, inizia il primo vero tour de force della stagione e per l'esterno di Cadice arriva il momento di fare un ulteriore salto di qualità.

SERVE IL GOL - Per portare il Milan in alto, che in campionato significa uno dei primi quattro posti e la conseguente partecipazione alla Champions League, serve un Suso diverso, un giocatore che alle improvvise illuminazioni che ispirano i compagni, diventi più continuo e incisivo anche in fase realizzativa. L'ultimo gol del numero 8 rossonero è datato 4 febbraio 2018, una bellissima conclusione dalla distanza contro l'Udinese che non bastò a garantire la vittoria; poi 18 partite consecutive di astinenza e una presenza anche in fase conclusiva molto ridotta da quando Gattuso si é accomodato in panchina e ha cominciato a richiedergli un impegno maggiore in copertura

E IL RINNOVO... - Se nella passata stagione il problema del gol é stato un male che ha precluso il raggiungimento di certi traguardi, il solo acquisto di Higuain non può risolvere tutte le criticità della fase offensiva della squadra. La capacità dei due esterni alti di occupare maggiormente e meglio l'area di rigore e fornire un'alternativa all'argentino sono prerogative indispensabili per permettere al Milan di essere squadra più pericolosa e imprevedibile. L'ultimo step che separa Suso dalla definitiva consacrazione e legittimare con i fatti la volontà di legarsi al club rossonero oltre la naturale scadenza del contratto (giugno 2022) e convincerlo ad affrontare la questione dell'eventuale rinnovo.