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Quando il gioco del calco è Leggenda, nella prima fila non può mancare il Torino. Una società la quale si porta addosso e dentro le stimmate del mito. Con lei e grazie a lei tutto ciò e tutti coloro i quali, in carriera, hanno saputo andare oltre il significato della semplice professione e, dopo aver superato le Colonne d’Ercole, hanno raggiunto l’eternità verranno ricordati per sempre come protagonisti speciali. Quindi non solo “attori” o eventi in granata.

Seguendo questa direttrice ispirata dalla vocazione a rendere il calcio anche un’operazione culturale oltreché di conoscenza storica, il Museo Grande Torino ospiterà da venerdì 22 con inaugurazione alle 20,30 (giorno di vigilia per Toro-Inter) sino al primo di marzo una suggestiva e imperdibile mostra completamente dedicata a una delle figure simbolo del calcio internazionale. Giacinto Facchetti, capitano nerazzurro, della nazionale italiana e soprattutto persona eticamente esemplare.

L’evento, spalmato in tre mesi con step regolari tutti i sabati e le domeniche, si consegna al pubblico non solo sportivo con il titolo “Ora sei una stella” e ha trovato la sua sede, assolutamente naturale, nelle sale che compongono il museo del Grande Torino che si trova invia a Salle 87 a Grugliasco nell’immediato hinterland metropolitano. Qui, gratuitamente e in visita guidata su prenotazione, il pubblico potrà avvicinarsi all’opera omnia di colui che lo scrittore Giovanni Arpino amava definire il “mio capitano” e che, insieme con Gaetano Scirea, rappresenta l’orgoglio italiano.

Una mostra interattiva e ricca di preziose curiosità assortite per la cui realizzazione si è speso in prima persona e in prima linea Gianfelice Facchetti, il figlio del campione il quale anche con il suo ruolo di attore, regista e autore teatrale provvede a portare avanti le opere e il pensiero del babbo sotto il profilo, importantissimo, di una filosofia di vita che raccomanda di “pensare agli altri” e soprattutto ai meno fortunati indipendentemente dalla professione che si svolge.

Proprio in questo senso Gianfelice Facchetti ha messo il suo genio di drammaturgo a disposizione non soltanto dell’arte fine a se stessa ma dell’impegno sciale. I suoi lavori teatrali dedicati, per esempio, ai non vedenti piuttosto che la sua collaborazione attuale con il Memoriale della Shoah attraverso un toccante monologo sulle contaminazioni tra calcio e discriminazione razziale offrono l’esatto spaccato della persona della quale papà Giacinto, ovunque esso sia, dichiarerà di andare fiero.

Con Facchetti junior hanno operato attivamente per la realizzazione della mostra, allestita nella sala della Memoria granata, il direttore editoriale della Panini Fabrizio Melegari, Daniele Bonesso autore di un bel libro sul capitano dell’Inter e Mirko Ballotta storico del Museo. Un’occasione da non mancare sia per i tifosi e gli appassionati nerazzurri e sia tutti coloro che amano vivere il calcio e lo sport a tutto tondo come un memento di sana partecipazione sotto un’unica bandiera. Tanto meglio se leggendaria.