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Quella di San Siro contro il Milan non è UNA partita per Manuel Locatelli. È LA partita. Il suo passato, quella formazione rossonera che l'ha lanciato in Serie A e che lui ha subito esaltato con quella doppia prodezza da debuttante. Contro il Sassuolo prima, e proprio contro la Juventus poi. Entrambe in questo stadio, la Scala del Calcio. Sono passati ben cinque anni e tre mesi da allora. Nel mentre, il "passo indietro" al Sassuolo per farne due avanti: campione d'Europa in Nazionale e punto fermo del centrocampo di quella stessa Juve. Di cui, nel frattempo, ha dichiarato di essere tifosissimo.

Sì, quella di stasera non sarà certo una partita come tutte le altre per il 24enne lecchese, che lo scorso aprile in maglia neroverde ha espugnato il Meazza milanista (2-1 doppietta di Raspadori a ribaltare la rete iniziale di Calhanoglu) ma farlo vestendo le righe verticali bianche e nere avrebbe tutto un altro sapore.

Anche perché, dicevamo, della squadra di Allegri Locatelli è un punto fermo. Un acquisto inseguito a lungo dalla dirigenza juventina, un colpo da 40 milioni di euro. Complici le difficoltà croniche di Arthur di prendersi stabilmente la regia, il centrocampista di riferimento nello scacchiere di Max è lui: il giocatore di movimento più utilizzato dalla Juve in questa stagione.
Locatelli è il metronomo ideale per l'attuale allenatore bianconero. La sua cifra sintetica è la disciplina tecnico-tattica: non è un eccezionale regista, non è un eccezionale incontrista, non è un'eccezionale mezzala. Ma tutte queste funzioni le sa svolgere bene, senza picchi è vero, ma anche con pochi errori. Un giocatore ordinato e completo, espressione perfetta del mantra allegriano "il calcio è semplice".

Giocando semplice, e magari segnando altri gol preziosi qua e là (come quello negli ultimi minuti del derby col Torino, o quello che ha dato il là alla rimonta sulla Roma) Locatelli spera di essere uno dei protagonisti del nuovo ciclo che la Juve è chiamata a ricreare. A partire dalla discesa in campo a San Siro fra tre ore: una prestazione vincente in un crocevia fondamentale come lo scontro diretto col Milan sarebbe una pietra miliare nella sua maturazione come giocatore e nel suo consolidamento nelle gerarchie. Non solo juventine, ma anche azzurre...

Sì, perché non possiamo dimenticare che Locatelli si gioca una maglia nell'Italia di oggi e di domani con Sandro Tonali, giocatore dal ruolo simile, di due anni e mezzo più giovane, che si sta mettendo in gran mostra con Ibra e compagni. Milan-Juventus, ne siamo certi, avrà in Roberto Mancini uno spettatore decisamente interessato. E Manuel, nella SUA partita, è chiamato a rispondere presente come non mai.