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Massimiliano Allegri ne era consepevole fin dal giorno 1, dal giorno in cui ha scelto di accettare la sfida di tornare in questa Juventus con un progetto tecnico in completo divenire e che poggiava, allora su un'unica certezza: il club bianconero era in parola con Manuel Locatelli per portare l'allora centrocampista del Sassuolo a Torino. L'allenatore livornese ha sposato fin da subito l'idea, ma ha fatto già in estate due richieste specifiche alla proprietà, entrambe purtroppo per lui rimaste inevase. La prima era l'inserimento di un 9 vero in attacco a prescindere dal possibile (poi realizzatosi) addio di Cristiano Ronaldo. La seconda era l'acquisto di un regista puro da affiancare a Locatelli in mezzo al campo.

UN LOCATELLI DIVERSO - Allegri ha infatti la convinzione che Locatelli in un centrocampo a 2 possa giocarci senza problemi, ma è anche consapevole che non può essere lui, almeno non in tutte le gare, il regista della coppia. Anzi, il tecnico toscano sa bene che il centrocampista cresciuto nel Milan rende al meglio quando è libero di muoversi fra le linee, alzarsi in pressing (come successo con Sampdoria e Roma) inserirsi in fase offensiva. E non è un caso che contro Roma e Sampdoria, Locatelli con accanto un centrocampista più di qualità come Arthur si sia "trasformarto" o meglio sia tornato alle origini.
UN PJANIC DAL MERCATO - Il problema è che Arthur è oggi a un passo dall'addio, con l'Arsenal vicinissimo all'accordo con giocatore e società. Allegri quest'estate volevo a tutti i costi il ritorno in bianconero di Miralem Pjanic, proprio perché convinto che potesse aiutare sia Locatelli sia la pericolosità offensiva (da calcio piazzato) della squadra. Un affare sfumato, ma che testimonia come oggi, se dovesse partire Arhtur, la priorità per rinforzare il centrocampo bianconero non dovrebbe essere un interditore o una mezzala classica. Quel ruolo può essere di Locatelli, al contrario è un regista puro la mancanza più grande.