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Gentile Procuratore,

sono un calciatore dilettante con moglie e due figli a carico. Gioco in serie D o meglio giocavo in serie D. Approfitto di questa sua rubrica per urlare lo sdegno che provo nei confronti del mondo del calcio italiano che pensa solo a tutelare i calciatori di serie A dimenticandosi di tutti gli altri calciatori che, come il sottoscritto, militano nelle serie minori. Io vivo grazie al calcio, non ho altre entrate! Cosa me ne faccio dei 600 euro che neanche mi sono arrivati? Sono un lavoratore che merita rispetto come tutti i lavoratori di ogni settore! Ci saranno tutele per noi oppure dovrò cambiare mestiere per dare un futuro ai miei figli? Bisognerebbe fare capire a tutti quelli che puntano il dito contro il mondo del calcio che non ci sono solo i Ronaldo e i Dybala che giocano a calcio, ma anche tanti ragazzi, come me, che praticano questo sport comunque a discreti livelli (la serie D non è mica un campionato minore da quando hanno eliminato la vecchia C 2!) e che con il calcio portano avanti una famiglia con tanti sacrifici. Spero abbia il coraggio di darmi una risposta. Paolo '94 


Gentile Paolo,
certo che ho il coraggio di risponderle non essendo la sua denuncia l'unica a essere pervenuta alla nostra attenzione
. Il problema del calcio dilettantistico risiede nel fatto che secondo la legge n. 91 del 1981 il calciatore dilettante non riceve le stesse tutele previste per gli sportivi professionisti. L'orientamento prevalente sia in dottrina che in giurisprudenza va verso un riconoscimento delle prestazioni sportive rese dai calciatori dilettanti come vero e proprio rapporto di lavoro; stessa cosa per tutti coloro che lavorano nello sport dilettantistico in generale. Già nel decreto "Cura Italia" si può, infatti, evincere che le prestazioni sportive dilettantistiche hanno natura lavoristica: un ulteriore importante segnale per dare maggiore dignità allo sport dilettantistico in generale!

Ciò che, tuttavia, preoccupa, con riferimento alla sue giustificate lamentele, è altresì, la "sopravvivenza" delle stesse società di calcio dilettantistiche; queste ultime, infatti, non potranno in molte occasioni ancora contare sulle sponsorizzazioni di aziende nazionali e imprenditori locali per rimanere saldamente in piedi. Si stima, purtroppo, che, per gli effetti del Coronavirus, potrebbero scomparire dal mondo del pallone ben il 30% dei club dilettantistici.

Ma ora passo la palla agli utenti di calciomercato.com: secondo voi come potrebbero essere tutelati al meglio i calciatori dilettanti in Italia?