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34 reti in due stagioni, una delle quali conclusa con il titolo di campione di Spagna ottenuto altre quattro volte a Barcellona. Un po' meno fulgida la seconda, quella attuale, che lo ha visto tra campo e panchina contribuire alla corsa Champions con 11 gol, molte volte sedendo inizialmente in panchina. Stasera, nella gara contro il Siviglia decisiva per il terzo posto, Suarez saluterà il pubblico del Wanda Metropolitano. 

PARABOLA DISCENDENTE - Il contratto in scadenza fra poche settimane non verrà rinnovato, l'Atletico Madrid aveva altre idee già nel corso della passata estate quando aveva raggiunto l'accordo con Vlahovic. La Fiorentina rifiutò l'offerta faraonica che comprendeva oltre a 60 milioni abbondanti il cartellino di Perez poi passato all'Udinese, e così è arrivato il brasiliano Cunha, che con Correa, Joao Felix e Griezmann ha tolto ossigeno all'ormai 35enne attaccante uruguayano. 
E ADESSO? - Come per Insigne e Chiellini, anche per Suarez si fanno insistenti le voci dalla MLS, con l'Inter Miami che, forte dell'attrattiva del presidente David Beckham, sta facendo pressione per assicurarsi gli ultimi lampi di uno degli attaccanti più forti dei tempi recenti. Ma Suarez ha delle alternative: tramontato il ritorno al Barcellona che ha messo gli occhi e forse qualcosa di più su Lewandowski, c'è un vecchio amico di nome Steven Gerrard che lo accoglierebbe a braccia aperte all'Aston Villa, di cui è tecnico, in nome degli anni trascorsi da compagni di squadra al Liverpool. Ma c'è anche la vita privata da tenere in considerazione, ecco perché nessun accordo è ancora stato preso: se fosse possibile rimanere in Spagna, Suarez non avrebbe dubbi e rimarrebbe con la famiglia. Sullo sfondo, invece, alcune proposte dalla Turchia, Fenerbahce e Besiktas in prima linea. Qualche colpo è ancora in canna, rimane solo da stabilire dove sparerà il Pistolero.