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San Siro: Milan-Spezia si è appena conclusa e i giocatori di Mangia applaudono i settemila tifosi venuti dalla Liguria che li applaudono. Scene di passione pura, autentica; momenti emozionanti che dimostrano come un altro calcio sia possibile. 

Mai come in questa circostanza, il risultato è passato in secondo piano per la gente dello storico club bianco che vinse il campionato di guerra Alta Italia '43-'44 e dovette aspettare sino al 2002 prima che la Figc gli riconoscesse quel successo dei mitici Vigili del Fuoco come titolo onorifico.

Per lo Spezia e per la sua gente, la partita di Coppa Italia con il Milan è stata la prova provata di una palingenesi, di una rinascita suggellata nello stadio intitolato a Giuseppe Meazza dopo i tre fallimenti (1985, 1994, 2008), una triplice retrocessione dalla serie B alla serie D, la ricostruzione del club dalle fondamenta, grazie alla gestione di Gabriele Volpi, un imprenditore tanto facoltoso quanto ambizioso.

In quel boato al gol di Ferrari c'era tutta la passione, tutto l'entusiasmo, tutta la gioia di un popolo di tifosi che non si è mai arreso. Questa gente aveva il diritto di vivere una serata che nessuno, fra i tifosi dei Bianchi, dimenticherà mai. E che i tifosi dei Bianchi meritavano più che mai.

 

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com