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Se la Juve vista a San Siro è stata una non-squadra, è fin troppo facile capire come non possano essere soltanto le assenze ad aver rappresentato il problema del gruppo di Andrea Pirlo. Che ora dovrà trovare la chiave giusta per rigenerare l'intera squadra in appena tre giorni e pure qualcosa in meno: mercoledì sera è già tempo di Supercoppa, contro il Napoli servirà qualcosa di completamente diverso. Ma le assenze pesano, a maggior ragione dopo un ko del genere.

CORSA CONTRO IL TEMPO - Sicuramente mancherà Paulo Dybala, per recuperare dal problema al ginocchio servirà almeno un'altra decina di giorni. Resta invece la corsa contro il tempo per i giocatori ancora positivi al Covid-19, che poi compongono tre/quarti della difesa titolare. Già da venerdì scorso si sperava nella negativizzazione di Alex Sandro e Juan Cuadrado, non è arrivata, ma ogni giorno può essere quello buono per ricevere notizie importanti. E tra oggi e domani, esauriti i dieci giorni di isolamento obbligatorio, anche Matthijs de Ligt può effettuare i test alla ricerca della notizia che tutti in casa Juve si aspettano. Poi ovviamente essere negativi non basta, ogni giorno che passa è un giorno di parziale inattività da smaltire con il lavoro della Continassa, ma Pirlo ha un disperato bisogno di loro tre. Considerando anche come dal campo di San Siro è uscito acciaccato Gianluca Frabotta, oggi gli esami per capire l'eventuale entità dell'infortunio. 
IN CAMPO – La conta per il momento è quindi tristemente semplice da fare verso il Napoli. Solo in porta paradossalmente c'è l'imbarazzo della scelta, ma è Wojciech Szczesny il titolare e non Gigi Buffon. Dietro allo stato attuale le scelte sono ancor più obbligate, sempre che Giorgio Chiellini possa gestire tre partite in una settimana. Quindi o Pirlo schiererà la linea Demiral-Bonucci-Chiellini-Danilo, oppure dovrà ricorrere a quella ancor più sperimentale composta da Danilo-Bonucci-Demiral o Chiellini-Bernardeschi come nell'ultima mezzora di San Siro. A centrocampo gli uomini ci sono tutti ma nessuno appare in palla, a parte forse Federico Chiesa da cui non si può prescindere. Difficilmente Adrien Rabiot verrà riconfermato, via libera a Weston McKennie o al fianco di Rodrigo Bentancur o al posto di Aaron Ramsey con relativo rilancio di Arthur in mediana. E davanti tocca ad Alvaro Morata con Cristiano Ronaldo, prima alternativa (unica alternativa) Dejan Kulusevski. La Juve, oggi, è questa.