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"Dieci ragazzi per me posson bastare". Quella che sembrava solo una battuta o una provocazione, alla fine è diventata realtà. Thohir ha accontentato Mancini sul mercato, ora tocca all'allenatore raggiungere gli obiettivi fissati dalla società. Il presidente indonesiano si aspetta di veder ripagata la propria fiducia: "Sono sicuro che il mister manterrà la promessa di riportarci in alto"

ARRIVI - In difesa la nuova coppia centrale è formata da Miranda (Atletico Madrid) e Murillo (Granada). Dalla Spagna è arrivato anche il terzino destro Montoya (Barcellona), mentre sulla corsia mancina alla fine Alex Telles (Galatasaray) ha battuto la concorrenza dei vari Zukanovic (Chievo, finito alla Sampdoria), Coentrao (passato dal Real Madrid al Monaco), Criscito (Zenit), Siqueira (Atletico Madrid), Masuaku (Olympiacos) e Ghoulam (Napoli). Sempre dalla Turchia nell'ultimo giorno di mercato è arrivato Felipe Melo (Galatasaray), ma a centrocampo il colpo grosso era già stato fatto grazie al derby di mercato vinto col Milan per Kondogbia (Monaco). In avanti, oltre al ritorno di Biabiany (svincolato) ecco il tris-ic: Jovetic (Manchester City), Perisic (Wolfsburg) e Ljajic (Roma). Contando anche il giovane attaccante albanese Manaj (Cremonese), i volti nuovi sono undici. 

PARTENZE - Sacrificati sull'altare del mercato in uscita Kovacic (Real Madrid), Hernanes (Juventus) e Shaqiri (Stoke). L'Inter si è riservata il diritto di riacquisto per Bonazzoli (Sampdoria). Altri giovani sono andati a farsi le ossa in Serie A (Crisetig al Bologna e Longo al Frosinone), Serie B (Palazzi a Livorno, PuscasDonkor e Camara a Bari) o all'estero nella Liga (Bardi all'Espanyol e Biraghi al Granada con Krhin). Via pure altri elementi cresciuti nel vivaio nerazzurro: Andreolli (Siviglia), Bianchetti (Verona), Mbaye (Bologna), Garritano (Cesena), Obi e Benassi (Torino). Svincolati Jonathan, Campagnaro, Schelotto e Felipe, che è tornato all'Udinese. Podolski è rientrato per fine prestito all'Arsenal, che poi lo ha girato al Galatasaray. Oltre alla cessione di Kuzmanovic (Basilea), l'Inter ha fatto cassa con Botta (Pachuca), Taider (Bologna) e soprattutto Alvarez (Sunderland), anche se per quest'ultimo si è aperto un contenzioso alla Fifa. 

BILANCIO - La prima squadra è composta da 28 elementi, ma due sono Under 21 (Gnoukouri e Manaj). Quindi l'Inter ha un unico esubero rispetto alla nuova regola delle rose ridotte a 25 giocatori, di cui quattro prodotti del vivaio (Berni, Santon, Dimarco e Biabiany) e altrettanti cresciuti in Italia (Ranocchia, D'Ambrosio, Icardi e Jovetic). Il principale indiziato a non essere inserito in lista è Vidic, out per un infortunio alla schiena. A livello di ruoli c'è troppa abbondanza nei terzini: addirittura 8 (Santon, Montoya, Telles, Juan Jesus, D'Ambrosio, Dodo, Nagatomo e Dimarco) per due posti da titolare. Per quanto riguarda invece l'aspetto economico, il discorso è più complesso. Il bilancio di questo mercato estivo è praticamente in pareggio tra soldi spesi (88,7 milioni di euro) e incassati (90,42 milioni) per i cartellini dei calciatori (fonte dati: Transfermarkt), però non tiene conto dei 33,8 milioni da pagare tra un anno per i riscatti di Jovetic, Miranda, Dodo e Brozovic (ai quali potranno poi aggiungersi quelli di Ljajic e Telles per un'altra ventina di milioni). Guarda caso si tratta più o meno della stessa cifra che garantisce la partecipazione ai gironi di Champions League, un obiettivo vitale per il prestigio e soprattutto per le casse del club nerazzurro. Anche perché la Uefa ha già sanzionato l'Inter per non aver rispettato il fair-play finanziario

VOTO: 7,5 - Il ds Ausilio ha svolto un buonissimo lavoro sul mercato, mettendo a disposizione di Mancini i rinforzi che aveva chiesto. Non tutte prime scelte (vedi le trattative non andate in porto per i vari Yaya Touré, Benatia, Dybala, Salah, Lavezzi, Lamela, Eder, Perotti, Mertens e Gabbiadini) ma quando si punta così in alto questo succede un po' dappertutto, anche nei più grandi club europei. Basti pensare ai colpi mancati da Manchester United (Muller e Sergio Ramos), Barcellona (Pogba), Real Madrid (de Gea), Chelsea (dove Mourinho non ha ottenuto il difensore che voleva) e PSG, che sognava Messi o Cristiano Ronaldo. Oppure, per restare in Italia, ci sono gli esempi di Milan (Ibrahimovic e Witsel) e Juventus (Gotze o Draxler). Proprio ai bianconeri l'Inter ha ceduto Hernanes, il trequartista che mancava alla formazione di Allegri, rischiando così di risolverle un problema. Si tratta della prima operazione di mercato tra le due società dai tempi di Calciopoli: era l'estate 2006 e l'Inter di Mancini prese Ibra e Vieira. Quest'ultimo arrivò insieme al connazionale Dacourt per sostituire i partenti Veron e Pizarro. A nove anni di distanza il tecnico nerazzurro ha ripetuto la stessa scelta, puntando più sulla fisicità che sulla tecnica in mezzo al campo con Felipe Melo e Kondogbia. L'addio del Profeta, unito a quelli di Kovacic e Shaqiri, priva la squadra dei tre giocatori più abili a saltare l'uomo per creare superiorità numerica. Oltre a essere tutta straniera (ma non è una novità), la probabile formazione titolare dell'Inter è composta da 9 nuovi acquisti più Icardi e Handanovic. Servirà del tempo per dare gioco e identità alla squadra. Caro Mancio, buon lavoro. 

@CriGiudici