10 Massimo Coda: il Benevento stende il Verona al Bentegodi. 3-0, tripletta e pallone per il centravanti delle Sterghe, che aveva qualche rigore di troppo da farsi perdonare. 18 gol in campionato 4 nelle ultime 3. 

9 Ernesto Torregrossa: magico. C'è la sua firma nella vittoria del Brescia contro la Salernitana. Ruleta per passare in mezzo a due avversari, uno due con Donnarumma e 2-0. Undicesimo gol in campionato, l'ex Verona è da applausi. 

8 Andrea La Mantia: il bomber del Lecce non si ferma più. 17 gol in campionato, 5 nelle ultime 5 partite, con 4 assist. Il Lecce vince a Perugia e mantiene il secondo posto, allungando sul Palermo. 

7 Zima e Leali: sul 2-2, i portieri di Livorno e Foggia parano un rigore a testa. Prima Zima ipnotizza Mazzeo, poi Leali fa lo stesso con Giannetti. E il tutto negli ultimi 10 minuti di un caldissimo scontro salvezza. 

6 Antonio Piccolo: gol e assist per il talentuoso attaccante della Cremonese, che vince 3-1 in casa del Cittadella e si rilancia in zona playoff, portandosi a meno 3 dal Cittadella. I griogiorossi si sono svegliati tardi, ma ce la possono ancora fare.  5 Leonardo Mancuso: giornata no per il bomber del Pescara, che non tira mai in porta contro il Carpi. Gli abruzzesi sono quinti in classifica ma hanno una partita in più rispetto alle inseguitrici. 

4 Gabriele Moncini: per una volta, insufficiente. Il bomber del Cittadella si divora il gol che avrebbe riacceso prima il match, per il resto non si vede mai. Come Mancuso, anche per lui serata storta. 

3 Il Perugia: ci prova, ma non ce la fa. E, dopo il ko col Lecce, la vittoria manca dal 2 aprile, contro il Crotone. Quasi un mese intero senza vincere. E ora anche la Cremonese preme alle spalle. 

2 Il Verona: silenzio stampa, Grosso di nuovo in bilico, un pesante ko in casa che sembra ridimensionare le ambizioni degli scaligeri. Quando c'è da fare il salto di qualità, si precipita. 

1 I rigoristi: bene Leali e Zima, è vero, ma i rigoristi sono da matita rossa in questa 34esima giornata di Serie B. Sbaglia Mazzeo, sbaglia Giannetti, sbaglia Capello, sbaglia Tutino. 11 metri di paura.