Se il Palermo sogna ancora la qualificazione diretta in Serie A, ma resta aggrappata ad una flebile speranza c'è una formazione rosanero che ha già festeggiato il ritorno nella massima serie. Si tratta della formazione Primavera allenata da Giuseppe Scurto che esattamente 10 giorni fa pareggiando 1-1 contro il Cagliari nello scontro diretto dell'ultima giornata ha centrato la risalita diretta nel campionato Primavera 1. Una formazione molto giovane che ha cambiato tantissimo dall'inizio della stagione e che ha anche perso alcuni pezzi importanti nel corso della stagione come ad esempio D'Amico passato a gennaio in prestito all'Inter.

DIFESA BLINDATA - Una scalata e una rincorsa culminata nella gara finale, ma incentrata su un difesa che da febbraio ha saputo incassare soltanto 6 gol. Merito di Samuele Guddo, portiere classe 1999 e considerato uno dei più promettenti dell'intero torneo (tanto da aver attirato le attenzioni della Juventus), ma anche di ragazzi di grande corsa e personalità come il classe 2000 Antonino Gallo (che piace a Roma e Napoli), terzino spesso e volentieri schierato da esterno di centrocampo, e soprattutto Simone Santoro, centrocampista e capitano classe 1999 che si è preso la responsabilità di battere il rigore dell'1-1 che è valso la promozione e che è già in odore di promozione in Prima Squadra. 
LA STELLINA CANNAVO' - Ma la vera rivelazione del Palermo Primavera è uno degli ultimi colpi dell'attuale vice-direttore dell'Inter, Dario Baccin fino all'anno scorso responsabile dei rosanero. Si tratta di Kevin Cannavò, attaccante classe 2000 con un fisico "alla Dybala" ma senso del gol da prima punta vera. Arriva dai dilettanti dove ha segnato gol a raffica e anche in questa stagione si è confermato. 14 gol in 25 presenze con due doppiette e una tripletta oltre al rigore conquistato e poi trasformato da Santoro contro il Cagliari. Rapidità, gioco senza palla e killer instinct in area di rigore sono le doti che già dall'anno prossimo possono consentirgli di fare il ritiro con la Prima Squadra. Con gli occhi di Baccin, e dell'Inter, pronti all'affondo.