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Cresce e piace Alexandros Tzorvas. Uno che a incontrarlo per strada non dà per niente l'impressione di essere un giocatore. Camicia celeste, maglione elegante, jeans e mocassini. Più che un portiere sembra uno yuppie, un professionista rampante. Forse è per la sua semplicità che inizia a fare simpatia ai tifosi rosanero. All'inizio della gara col Bologna sabato sera dalla curva Nord si sono alzati dei cori tutti per lui. Il suo basso profilo si sposa con la concretezza che man mano sta acquisendo. Non era partito benissimo Tzorvas, le prime partite avevano evidenziato molte incertezze.

Sabato contro il Bologna ha dato per la prima volta segnali di crescita. Tre interventi decisivi del numero uno ellenico hanno messo in cassaforte il risultato. Ha detto di no agli emiliani Kone, Raggi e Pulzetti, si è arreso soltanto a Ramirez anche perché l'uruguaiano ha trovato una traiettoria davvero imprendibile. Il portiere greco è riuscito a farsi perdonare anche quella 'mano molle' sul gol di Di Natale due domeniche fa a Udine. In casa, però, sia col Siena che col Lecce aveva contribuito a tenere la porta chiusa.

Tzorvas è consapevole che può migliorare ancora tanto. Dal suo arrivo a Palermo non ha fatto altro che sottolineare la differenza tra la scuola dei portieri greca e quella italiana. Lui, però, è pur sempre il numero uno della Nazionale greca, quindi le qualità non gli mancano. Lo ha detto recentemente anche il preparatore dei portieri del Palermo Mauro Bacchin: 'Le qualità individuali ce le ha, gli manca un po' di tecnica'. E Alexandros sta lavorando duro per colmare il gap.

(La Gazzetta dello Sport - Edizione Sicilia)