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Così come già accaduto in passato, il Palermo si ritrova a poter decidere il futuro delle avversarie impegnate nella lotta per non retrocedere. L'episodio più clamoroso è datato maggio 2011: i rosanero di Delio Rossi, già qualificati per la Finalissima di Coppa Italia contro l'Inter, volano a Genova senza particolari stimoli di classifica (la qualificazione all'Europa League era garantita dalla finale, poiché l'Inter era già qualificata alle coppe) in casa di una Sampdoria con l'acqua alla gola e con pochissime speranze di salvezza. Ed infatti, i blucerchiati non si salvarono. Anzi, la vittoria del Palermo sancì aritmeticamente già a "Marassi" la retrocessione, con le lacrime del capitano Palombo che ancora in Liguria ricordano. 
 
L'attualità, invece, porta il nome di Atalanta e Cagliari: entrambe impegnate nella lotta salvezza e, entrambe, avversarie del Palermo nelle prossime due giornate. Solo sei punti, a quattro turni dalla fine, distanziano le compagini di Reja e Festa, con la squadra di Iachini che si ritrova, dunque, nell'invidiabile ruolo di arbitro dell'ultimo treno per la permanenza in Serie A.
Al "Renzo Barbera" un pomeriggio dal clima prettamente estivo attende l'Atalanta dell'ex Reja (ha giocato in Sicilia dal 1968 al 1973). Ma non sarà l'unico ad aver calcato già il terreno di gioco della vecchia "Favorita": Giuseppe Biava (in rosa dal 2004 al 2008) Giulio Migliaccio (dal 2007 al 2012), Cristian Raimondi (stagione 04/05), e Mauricio Pinilla (dal 2012 al 2012). E per un Cagliari reduce dal pareggio conquistato allo "Juventus Stadium" e che attenderà con fiducia notizie positive dai "cugini" isolani, anche l'ipotesi di poter vedere una squadra (quella rosanero) in parte rivoluzionata dai nuovi innesti che il presidente Maurizio Zamparini si augura di vedere presto all'opera. Per cominciare a progettare il Palermo del domani.