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La digestione del pareggio di Novara non ha lasciato alcuna acidità, a parte il residuo di amaro in bocca, perché a un quarto d'ora dalla fine il Palermo vinceva 2-0. Se però si considera come il Palermo è arrivato al 'Piola' e si è evoluto nel corso della partita, un pari va più che bene. Se non altro è finito il digiuno in trasferta dopo 781' e si è smossa la classifica dopo due sconfitte consecutive inframezzate dall'eliminazione in Coppa Italia. In evidente deficit di condizione atletica, gli uomini di Mutti sono stati gambizzati dall'espulsione di Ilicic, che ha fatto un gesto sciocco, semplicemente. E certe sciocchezze non possono essere giustificate.

Benché noi non avremmo voluto un addio tanto repentino di Mangia, va dato atto al nuovo allenatore di aver aggiustato quel che si poteva senza provare a fare il fenomeno. Munoz è stato spedito sul fianco destro della difesa per tamponare, il reprobo Cetto è stato spogliato della naftalina e Migliaccio è stato restituito al centrocampo. Con Mutti, poi, Alvarez può risorgere come l'araba fenice nell'insolita veste di trequartista con una maggiore porzione di campo da asfaltare. Già a Bari il tecnico lombardo lo aveva impiegato in quella posizione allungando le sue mansioni di esterno puro. E l'honduregno è stato pimpante, aiutando in fase di non possesso e, finalmente, pungendo in avanti.

La gelida trasferta di Novara ha aggiunto un nome alla lista dei feriti - a cedere sono stati i muscoli di Cetto -, ma ha regalato un paio di giocatori al Palermo. Finalmente Aguirregaray: da possibile campioncino a carneade, l'uruguaiano ha dimostrato di poter essere utile, purché affrancato dal compito di difendere. E Budan? Finalmente un attaccante che in trasferta riesce a far respirare la squadra tenendo su qualche pallone, sebbene lui fosse in apnea già da un'ora. Il croato ha firmato una partita encomiabile, lui che non giocava novanta minuti dalla presa della Bastiglia. E da solo, o quasi, ha preso in mano la difesa al burro del Novara. Difficile ipotizzare un suo brillante futuro in Sicilia, ma se non altro Budan ha battuto un colpo. Lui e il Palermo non erano ancora morti.