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Matias Silvestre discepolo di Sacchi e del calcio totale. In conferenza stampa, il centrale argentino, ammantatosi di modestia (probabilmente falsa, perché non può non essere consapevole della sua importanza per la squadra), ha spiegato che se il Palermo non prende gol da due partite il merito è di tutti: 'Facciamo la fase difensiva in undici e per questo tutto è più semplice'. Certo, vedere Hernandez che rompe indefesso le scatole ai difensori del Siena per non far partire l'azione da dietro è un prodigio della natura - e soprattutto di Mangia -, ma non può bastare come esegesi del fenomeno: inutile dirlo, ma la corsa e lo spirito di sacrificio nel calcio non sono tutto. Altrimenti si giocherebbe tutti in un'unica categoria.

La verità è che il Palermo è una squadra profondamente diversa rispetto alla scorsa stagione: le alte sfere hanno deciso di sacrificare qualcosa del sacro fuoco dello spettacolo sull'altare della solidità. Silvestre sta dimostrando di valere tutti - e magari anche di più - i 7,3 milioni di euro pagati al Catania: il difensore 27enne, inspiegabilmente ignorato dalla sua Nazionale, vale molto più di Bovo. E non ce ne voglia il giocatore romano passato al Genoa. Migliaccio sta rendendo infinitamente di più di Munoz, che per adesso fa la spola tra tribuna e panchina. E Pisano ha un'anima diversa rispetto a Cassani, un'ala che attaccava a spron battuto e che spesso si dimenticava di difendere. Pisano, di contro, è un difensore che ogni tanto si dimentica di attaccare. Non si può mica avere tutto.

Una menzione se la meritano anche i centrocampisti Barreto e Della Rocca, ora diga insuperabile ora costruttori di gioco. Senza dimenticare gli esterni d'attacco, che fra un accesso di pigrizia e uno di buona volontà una mano cercano sempre di darla. Tutti indizi che fanno una prova: se questo Palermo si è tramutato in una squadra in grado di lottare e non solo di comporre versi poetici, gran parte delle lodi è da ascrivere a Mangia. Modo di fare simpatico, battuta sempre pronta e un'energia in grado di far tremare anche i muri. Vuoi vedere che Silvestre ha ragione? Forse la verità sta nel mezzo: la coesione fa tanto, ma solo quando a essere coesi sono giocatori più forti.