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"Dio mi dice che il Ghana sarà semifinalista".

Richard Kingston è il pastore del Ghana. Un "pastore" guida il suo gregge. Si tratta di una tradizione del football dell'unico paese africano arrivato tra le prime otto squadre dei Mondiali: ogni squadra, dai club, anche quelli più piccoli, fino alla nazionale, ne ha uno. Il suo compito è quello di guidare le preghiere.
Il Ghana è un perfetto esempio di tolleranza religiosa: infatti, sebbene siano prevalenti i cristiani, ci sono anche giocatori mussulmani (come Sulley Muntari) e si prega tutti insieme.

Il pastore Richard Kingston, la guida del circolo di preghiera ghanese, ha una storia adeguata al posto che occupa, con una traiettoria che va dalla perdizione, alla fede, al riscatto. Kingston ha 32 anni e si chiama anche in un altro modo e in un'altra lingua: Faruk Gursoy. Faruk lo è diventato in Turchia dove ha passato nove anni, transitando per sei squadre e ottenendo un secondo passaporto e un altro nome, ma non uno straordinario successo. Nelle ultime tre stagioni, tra Birmingham e Wigan è entrato in campo solo cinque volte e nell'ultimo campionato neanche una, risultando il portiere della squadra. L'ex proprietario del Birmingham David Sullivan, lo aveva definito, con disprezzo, "un totale spreco di spazio". Il pastore Kingston pretese delle scuse che non sono mai arrivate. "Non tanto per me, è il Ghana che si sente offeso. Io mi alleno sempre duramente, con serietà".