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Quel magnifico strappo di Nicolo Zaniolo. Fantastico e ideale quanto risarcitoria prosecuzione -per quanto il calcio possa rendere giustizia a chi è incappato in un grave infortunio – dello stesso strappo contro la stessa squadra che costò il crac al ginocchio a Nic il Caldo (issimo). Certo, sì, vederlo lì in mezzo agli juventini ha provocato quel brivido – stavolta freddo – già provato con Pjanic e Benatia, giusto per dire. Cose spiacevolissime di mercato legate alla gestione Pallotta che speriamo di non dover rivivere, soprattutto con Zaniolo, contando sull'auspicabilissima cessione del club ad acquirente in grado di abbassare la saracinesca del supermarket trigoriano. Insomma, dai diciamolo chiaramente: si faccia in modo di costruire un fortino attorno a Zaniolo. Con mura alte e fortificazioni insuperabili, evitando qualsiasi prurito di mercato, anche a costo di grandi sacrifici. Perchè uno così nasce a ritmo di decenni e se ce lo siamo ritrovato a Roma, si cerchi di costruire un'operazione Totti o De Rossi evitando scelleratezze di mercato.
Nic ha la fortuna di essere stato gestito fin qui da allenatori che ne hanno coltivato il talento scoprendone via via la luminescenza. Fonseca, giusto, ma senza dimenticare Di Francesco che ha avuto coraggio e intuito nel lanciarlo e imporlo al calcio del grandi. Lui scrive sui social, giusto per restare in tema 'Il diamante è on fire', Fonseca se lo coccola e racconta come Nic non abbia ancora i 90' nei muscoli. Bellissimo, in questo senso, il gesto del ragazzo dopo un'ora di gioco circa, quando viene pizzicato dalle telecamere nel momento in cui chiede il cambio perchè non ne ha più. Gesto responsabile e di sintonia con il tecnico al quale Zaniolo evidentemente si affida completamente. E allora, se il Siviglia sembra avere qualcosa in più della Roma – ma quanto in più? – è evidente quanto Zaniolo potrebbe rappresentare lo spacca pronostico della partita più importante della stagione. E con lui tutti quei giocatori che sembrano rinati in queste poche partite consumate a temperature atroci e senza poter mai riposare. Penso a Kalinic ad esempio, ricostruito ai suoi livelli da Fonseca. O Zappacosta, in evidente impennata. Che si fa con loro per il futuro? Va bene, per ora pensiamo al Siviglia. Una cosa per volta.