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Paolo Berlusconi, presidente del Monza fresco di promozione in Serie A, ha concesso un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Nella quale non potevano mancare i parallelismi col trentennio alla guida del Milan: "Il Monza significa Silvio Berlusconi col suo fedelissimo Galliani: un’accoppiata vincente sul campo e affiatatissima fuori. La cessione del Milan? Abbiamo questo grande mistero di Li Yonghong che io addebito al governo cinese: prima hanno aperto i rubinetti e poi li hanno chiusi. Ha perso tanti soldi ed è stata la vittima sacrificale di quel sistema. Ora c’è RedBird, Cardinale vuole valorizzare di più il Milan e questo mi piace".

Sull'ipotesi di abbandonare San Siro: "Una fitta al cuore inevitabile, per tutti i trionfi vissuti, ma l’impianto di proprietà è un asset imprescindibile. Ora però si pone la questione stadio anche per il Monza. Nella prossima stagione dovremmo arrivare a 15 mila posti, i lavori avverranno gradualmente perché non abbiamo stadi alternativi. E a breve avremo il piacere di vedere intitolato a nostro padre Luigi il centro di Monzello. Questo anche per significare che la nostra presenza non è un mordi e fuggi. Ora dobbiamo dare stabilità, il prossimo obiettivo è la parte sinistra della classifica".
Sul mercato del Monza: "Ci sarà un budget di buon senso, senza follie, che garantisca una squadra in una posizione tranquilla. Se c’è possibilità di sinergia fra due squadre, queste sono sicuramente Monza e Milan. Poi sta alla nostra fantasia trovare le modalità per rendere operativa questa collaborazione. Per cominciare, torneremo a coinvolgere il Milan nel Trofeo Berlusconi".