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A margine della prestigiosa cerimonia di consegna dei premi “Manlio Scopigno” relativi alla stagione sportiva 2017-2018 ha parlato Fabio Paratici, direttore sportivo della Juventus: "Fino ad ora mi è riuscito abbastanza bene stare tre passi indietro, probabilmente anche per una questione caratteriale. Adesso la situazione un pochino cambierà: continuerò comunque a fare il mio lavoro per costruire la Juventus più forte possibile. Dedico questo premio alla persona che mi ha cresciuto, e che per me è stato davvero un padre putativo: il dottor Marotta. Lavorare alla Juventus? Per qualsiasi italiano è un'istituzione, dopo un giorno o dopo un'ora che sei lì ti accorgi che devi pedalare e dimostrare a 180 milioni di tifosi del mondo di essere all'altezza".

CR7 E NON SOLO - "Il mio modus operandi? Per fortuna ho uno staff preparatissimo e condivido le mie idee con Pavel Nedved e con il mister. Real in crisi senza Cristiano Ronaldo? Lui è probabilmente il miglior giocatore della storia del calcio, chiaro che sposta il livello tecnico. Cristiano è una persona molto semplice e un professionista eccezionale, molto impegnato nel sociale: ha tutto il nostro supporto. Favoriti per la Champions? Abbiamo ottenuto già grandi risultati, sono state raggiunte due finali: adesso cercheremo sempre di fare meglio, ma sappiamo che non dipende solo dalla programmazione, ci vuole un po' di tutto. Com'è nata l'operazione Ronaldo? Quando ne abbiamo parlato all'inizio, subito c'è stata la sensazione che lui volesse venire solo da noi, e questo è stato un grande vantaggio. Il Real Madrid aveva un gentlemen agreement con lui, la proprietà ha dato il via ed è iniziata la trattativa. Milinkovic-Savic? Si tratta di un grandissimo calciatore ma non abbiamo parlato né con lui né con la Lazio. Pogba? Gli vogliamo molto bene, siamo legati a lui ma non ci abbiamo mai pensato e non abbiamo intenzione di pensarci". 

MAROTTA - "Nessun'altra contendente per lo scudetto? Le altre lo dicono, ma non lo pensano... Marotta all'Inter? Non mi sorprenderei perché è un grande dirigente, uno dei più grandi degli ultimi dieci anni, forse insieme a Galliani, e quello nerazzurro è un grande club. Io spero solo che lui sia felice: se ciò vorrà dire essere il dirigente di un grande club italiano, bene così. Anch'io via dalla Juve? Non ho mai pensato di cambiare, sono innamorato della Juve, mi piace l'ambiente in cui lavoro, mi piace la squadra"

CON RONALDO - Fabio Paratici (foto: Gianluca Vannicelli/Agenzia Primo Piano) ha poi parlato al direttore di calciomercato.com Stefano Agresti: “Il nuovo capitolo per me non è una nuova avventura, sono al nono anno di Juventus, mi sento un po’ anziano. Sono state prese delle decisioni, un grande dirigente come Marotta è andato via, noi continueremo il nostro lavoro con l’obiettivo di fare il meglio possibile. La trattativa Ronaldo? Non l’ho portato io in Italia, l’ha portato la Juventus. Il club ha fatto un grande sforzo, la trattativa si è accesa quando ho capito che lui voleva venire solo da noi. Quando hai il miglior giocatore al mondo e della storia del calcio dalla tua parte hai buone probabilità di portare a casa il risultato. Caso Ronaldo? Ci siamo schierati, gli abbiamo dato tutto il nostro supporto. E’ una persona ineccepibile, dentro e fuori dal campo. Un ragazzo impegnato nel sociale, semplice e disponibile. La Juve può solo manifestare il supporto per questa situazione”.