403
Fabio Paratici, direttore sportivo della Juve, ha parlato a Sky dopo l'ufficialità del nuovo allenatore della Juve, Andrea Pirlo: "Il reportage è scontato. Le nostre valutazioni le avevamo già fatte tra di noi, non è una partita a decidere il destino di una persona o di un allenatore, ma un'intera stagione"

SULLA SCELTA DI PIRLO - "La decisione di Pirlo è naturale e juventina, è un ragazzo che è stato alla Juve, ha giocato alla Juve, è sempre stato in contatto con la Juve. Scelta naturale, pensiamo possa essere un predestinato da allenatore come da calciatore".

SU SARRI - "Quando abbiamo capito che non andava? Da tanti episodi e momenti, tante cose che hanno scatenato valutazioni, al termine di una stagione lunghissima e complicatissima. Siamo arrivati a questa conclusione, anche vincendo lo scudetto"

SULL'ESONERO DI DUE ALLENATORI CAMPIONI D'ITALIA - "Il termometro non è l'Europa o l'Italia, ma quello che accade in stagione. Il percorso di Allegri è stato diverso da quello di Sarri, la scelta è un qualcosa che va al di là".
SULLA SCELTA - "Non sono scattate le giuste alchimie, siamo comunque in un territorio inesplorato, visto che nessuno ha mai vinto 9 scudetti di fila. I cicli durano tre/quattro anni, noi siamo al terzo ciclo. Abbiamo giocato due finali di Champions a distanza di anni con 7/8 giocatori differenti. Ormai anche lo scudetto non basta più, certe decisioni vengono ormai prese con troppa fretta".

SUL FUTURO - "Agnelli ci ha difeso pubblicamente a mezzanotte e mezza, alle due del pomeriggio non poteva essere diverso il suo pensiero. La Roma? Club importante, ma sto bene alla Juve. Il mio ciclo? Il giudizio è molto più rapido"

ANCORA SU PIRLO - "Ci ha convinto l'idea di Pirlo di essere da allenatore come da calciatore, di qualità e applicazione. Vogliamo seguire la sua proposta, è stato molto convincente. Le persone sono più importanti del professionista"