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Se il buongiorno si vede dal mattino, al Parma servirà ancora un po' di tempo prima che Franco Colomba trovi la quadratura giusta. La formazione vista in scena alla prima dell'Olimpico è stata infatti troppo prudente per essere vera. Nel giro di una settimana i crociati sono passati da un 3-4-1-2 offensivo di Pasquale Marino a un 4-4-1-1 con sei difensori in campo contro la Lazio.

Troppo spregiudicati prima, troppo difensivisti poi. Il problema sta nel mezzo. Nel fatto che in 31 giornate Marino non abbia mai capito come mettere in campo la squadra giusta, ma anche nella consapevolezza che cinque giorni di lavoro non potessero chiarire subito le idee al suo sostituto. E, cosa ancora peggiore, nell'interrogativo che ne nasce.

La domanda di fondo, in sostanza, rischia di divenire questa: siamo così sicuri che il Parma possegga mezzi superiori rispetto alle altre contendenti alla salvezza? Tutta la qualità di cui si parla è vera o soltanto ipotizzata? Un punto a partita di media e una sola lunghezza di distanza dalla serie B lasciano intendere ben altri scenari. E il rischio che Colomba non possa farci niente è concreto. Con buona pace di chi lo ha chiamato facendogli firmare il contratto pure per un'altra stagione.