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Collecchio ha aperto i cancelli dopo oltre due mesi. Da lunedì scorso sono consentiti gli allenamenti individuali e facoltativi dei calciatori all’interno dei centri sportivi. Ci si comincia ad allenare (finalmente) in casa Parma. Giusto predisporre spazi dedicati agli atleti professionisti, evitando così di mandarli a correre nei parchi in mezzo ai cittadini. Mezza rosa crociata si è presentata al campo per cominciare a prendere confidenza col terreno di gioco, abbandonando si spera per sempre le corse nei cortili e nei garage. La fase 2 del calcio però non si può considerare cominciata in pieno, soprattutto dopo le notizie (non positive) degli ultimi giorni. Il Covid-19 è ancora presente e circola in alcune squadre di Serie A (Fiorentina e Sampdoria su tutte). L’allarme non è ancora rientrato e questo potrebbe influire sulle scelte del Governo. Riprendere o non riprendere la stagione in corso? I dubbi ci sono e riguardano non il presente ma il futuro. Come si potranno giocare partite di calcio, uno sport fatto di contatto fisico, quando un virus terribile come il Coronavirus è ancora presente. 
In questo caso sarebbe meglio dire stop e pensare alla prossima stagione, come già successo nel campionato francese. Al contrario invece in Italia si dovrebbe andare verso il via libera alla ripresa del campionato, con gli allenamenti di gruppo permessi già dal 18 maggio. Una scelta delicata da prendere entro la fine della prossima settimana. Difficilmente poi si potrà tornare indietro e difficilmente si potrà festeggiare un trofeo a fine anno. Chi vincerà dovrà farlo in silenzio, per rispetto delle migliaia di vittime in Italia e in Europa. Chi vincerà dovrà innanzitutto pensare a chi in questi mesi ha lottato in prima linea nelle corsie degli ospedali. Se lo spettacolo deve continuare che lo si faccia a determinate condizioni. La priorità infatti rimane la salute degli atleti, dello staff e di chi lavora nell’ambiente calcio. Solo a emergenza finita si potrà esultare per un gol.