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La Croazia va avanti. La nazionale di Zlatko Dalic fa fatica, ma riesce ad acciuffare i tempi supplementari grazie al gol rimonta di Perisic e ancora una volta raggiunge un risultato importante, guadagnandosi un posto ai quarti di finale dei Mondiali. Il volto della serata croata è quello di Mario Pasalic, che decide tirando l'ultimo rigore e manda a casa il Giappone, riportando in mente le immagini della Supercoppa Italiana del 2016, quando fu proprio lui a decidere dal dischetto contro la Juventus. E quel che è curioso è che quella finale si giocava proprio a Doha, in Qatar, a pochi chilometri da Al Wakrah, località che ha ospitato oggi Giappone-Croazia. Ora, dopo 6 anni, la storia si ripete.

L'EROE DI DOHA - E' il 23 dicembre 2016, quando il Milan, finito secondo in Coppa Italia, si ritrova di fronte  alla Juve campione d'Italia per giocarsi la Supercoppa a Doha. Il match si apre con una rete di Chiellini che porta in vantaggio i bianconeri, a cui risponde Bonaventura, sempre nel primo tempo. Al minuto 74' arriva l'occasione di Pasalic, mandato in campo da Montella al posto di Locatelli. Il match rimane in parità fino al novantesimo e si protrae fino ai calci di rigore, dove agli errori di Mario Mandzukic e Paulo Dybala risponde il centrocampista croato, che insacca il penalty della vittoria. Per Pasalic quel gol rappresenta un grande riscatto, visto il poco spazio trovato in quella stagione nelle rotazioni del Milan e viene celebrato come l' "Eroe di Doha". Allo stesso modo, una parentesi mondiale fin qui in bianco e nero per Pasalic, si ravviva grazie ad un rigore decisivo, che può rilanciare il giocatore anche in vista dei quarti di finale.
ALTI E BASSI - Il giocatore dell'Atalanta ha sempre posseduto doti tecniche importanti, partendo dalle sue prime apparizioni in Serie A con il Milan, fino ad arrivare alle stagioni con la maglia della Dea. Quello che però gli è sempre mancato è la continuità, qualità che avrebbe permesso a Pasalic di affermarsi su livelli altissimi. Se è vero che in quella finale di Doha Pasalic si era dimostrato decisivo, il suo periodo al Milan non era dei più felici, con molte panchine e diverse prestazioni sotto le aspettative. E questo sembra essere un tratto ricorrente nella storia del croato, che anche all'Atalanta ha vissuto alti e bassi in diverse occasioni. Lo dimostra il fatto che nella scorsa stagione era stato il centrocampista più prolifico della Serie A, mentre quest'anno fatica a trovare spazio, viste anche le numerose alternative nel centrocampo di Gasperini, e ha messo a segno soltanto un gol nelle prime 15 giornate. In questo senso, la firma sul trionfo col Giappone può dare a Pasalic quella spinta in più, per rilanciarsi ancora una volta sia ai Mondiali, sia in Serie A. Gasperini lo aspetta.