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Il calcio, sotto certi aspetti, non cambierà mai: già esonerato il primo allenatore (Castori, passato da mago a disoccupato), Caceres che, nella notte torinese, sfascia un'altra auto (una Ferrari, per dire) e ci chiediamo e metterlo fuori rosa per un bel po'? e infine si ricomincia con il processo ai portieri: appena compiono uno svarione, sono, insomma, vittime di una "papera", la critica e i tifosi si scatenano. Senza pietà.

Noi, qui, vogliamo celebrare gli estremi difensori, i giocatori che, nel football, possono compiere prodezze per quasi tutto un match e poi si ritrovano sottoposti alla gogna per quell'unico, seppure fatale, errore.

Eppure non esiste ruolo più poetico e folle: giocarono in porta narratori e poeti come Albert Camus, Vladimir Nabokov ed  Evgenij Evtušenko. Il grande giornalista Ryszard Kapuścinski si esibiva tra i pali nelle giovanili del Legia e Giuliano Terraneo scrisse dei versi elogiati dal filosofo Gianni Vattimo; troviamo portieri protagonisti nelle poesie di Saba e Gatto, nei racconti di Osvaldo Soriano, Cesare Pavese e Primo Levi, nei romanzi di Peter Handke e Paolo Nori, in una splendida novella per ragazzi di Jorge Amado "La palla innamorata", con il piccolo Go-gol destinato a trasformarsi da Paperella e Colabrodo in eroe. Per Eduardo Galeano il numero uno è destinato, quasi per antonomasia, a diventare un capro espiatorio: "Primo nel guadagnare? No, primo a pagare. Il portiere ha sempre colpa. E se non ce l'ha paga lo stesso. Quando un giocatore qualsiasi commette un fallo da rigore, il castigato è lui: lo lasciano lì, abbandonato davanti al suo carnefice, nell'immensità della porta vuota. E quando la squadra ha una giornata negativa, è lui che paga il conto sotto una grandinata di palloni, espiando peccati altrui".

La storia continua. Un attaccante può commettere ogni sorta di errore, ma gli basta un gol, anche su deviazione, per ottenere una pagella positiva. Il portiere, no. Il portiere deve essere in ogni frangente perfetto, vigile, in forma. Samir Handanovič è stato processato dopo Inter-Fiorentina: non è stato, certo, senza macchia, ma vogliamo parlare del resto della squadra? E quante volte l'estremo difensore sloveno ha tolto dai guai i nerazzurri? Per non parlare, restando ai fatti più recenti, di Rogerio Ceni, il portiere-goleador del San Paolo, il portiere-simbolo del San Paolo: una sua respinta sbagliata ha permesso al Palmeiras, con l'ottimo Robinho Signorini, di pareggiare 1-1 a pochi secondi dalla fine del match. Giù critiche per Ceni: ma non era un santo?

Certo, si devono giudicare i portieri. Ci mancherebbe. Ma per loro non esistono mai le vie di mezzo: o angeli o brocchi. Parafrasando Guido Gozzano: "Portiere mistero senza fine bello!". E io li difenderò sempre.

Darwin Pastorin