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Doveva essere la terza punta di lusso per un Milan pronto a sognare, ma Pietro Pellegri non è riuscito a trovare spazio e ora anche la sua permanenza in rossonero non è più certa. Meno di novanta minuti collezionati finora dall'attaccante arrivato in prestito dal Monaco, pochi nonostante nella prima parte della stagione Pioli abbia dovuto fare i conti con la precarietà delle condizioni di Ibrahimovic (una sola partita giocata nelle prime sette) e Giroud, fermato ora da un problema muscolare che lo terrà lontano dai campi di gioco probabilmente fino al 2022. I prossimi impegni ravvicinati tra campionato e Champions e l'esigenza del Milan di dare fiato a Ibra davanti offrono chance di incrementare il minutaggio, ma con l'avvicinarsi di gennaio fa capolino il mercato e si inizia a ragionare: la possibilità di separarsi dal Milan non più un'ipotesi così remota per Pellegri.
LA SITUAZIONE - Ritrovare continuità dopo anni travagliati per gli infortuni è l'obiettivo del classe 2001, che per questo non chiude la porta a un cambio di maglia già a gennaio. E le pretendenti non mancano. C'è il Genoa, che lo ha cresciuto nel settore giovanile e lo ha consegnato al calcio dei grandi, c'è soprattutto il Torino che ora fa i conti con il nuovo infortunio di Belotti (lesione di secondo grado al bicipite femorale, si prospettano almeno due mesi di stop), peraltro in scadenza di contratto: Zaza non convince Juric e Sanabria non basta, i granata sono alla ricerca di un nuovo centravanti per gennaio e il profilo di Pellegri intriga tecnico e società. Più Toro che Grifone dunque, ma non si tratterebbe comunque di un'operazione semplice. Bisogna considerare infatti che Pellegri è arrivato a Milano dal Monaco in prestito oneroso (500mila euro) con diritto di riscatto a 6 milioni, un diritto che tuttavia si può trasformare in obbligo al raggiungimento di determinati obiettivi. Incastri eventualmente da trovare sia con il Diavolo che con i monegaschi, per Pellegri ora il campo e la possibilità di mettersi in mostra prima di pensare a gennaio e al futuro che verrà: l'addio ai rossoneri a gennaio, però, non è più uno scenario inverosimile.