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Mattia Perin ha detto sì al Benfica. Lo ha fatto in realtà già da una settimana almeno, come comunicato dal suo agente Alessandro Lucci martedì scorso alla dirigenza bianconera durante il summit che si è tenuto alla Continassa. Il tempo di attendere che in Italia si potesse liberare qualche porta era ormai scaduto, i sondaggi di Roma, Fiorentina e Milan non si sono più tramutati in offerte concrete. Al contrario, il Benfica ha saputo sorpassare il Porto nelle ultime settimane, aumentando il livello di corteggiamento nei confronti di Perin: merito di Manuel Rui Costa in persona, determinato a spendersi in prima linea per convincere il portiere bianconero. Missione compiuta.

TRA I CLUB – Più complicato riuscire a trovare l'accordo con la Juventus. I bianconeri sono rimasti fermi nel valutare il cartellino di Perin almeno 15 milioni, a dispetto di una prima offerta del Benfica da una decina di milioni. A livello economico sono stati compiuti passi importanti ancora nel week-end, con la Juve che ha aperto anche alla formula del prestito con diritto di riscatto, da trasformare in obbligo al raggiungimento di un determinato numero di presenze. Su questo si lavora e resta la distanza, tra chi come la Juve cerca un obiettivo facile da tagliare e un Benfica che pure vuole alzare la soglia dell'obbligo di riscatto anche aspettando che Perin recuperi nel migliore dei modi dall'infortunio alla spalla. C'è in ogni caso grande fiducia tra le parti, ancora in giornata sono previsti nuovi contatti per cercare un accordo definitivo. 


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