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Non sempre perfetto, spesso discontinuo, ma decisivo per qualità e personalità. Tutto questo e anche di più è Ivan Perisic, uomo chiave per le sorti europee dell’Inter. Importante, e non solo sul terreno di gioco. Le dinamiche tra lui, Icardi e il resto del gruppo sono centrali per le fortune dei nerazzurri.

COMPROMESSO - L’El Dorado interista è rappresentato al momento dalla qualificazione alla prossima Champions League. Perisic ne è consapevole, così come lo sono Icardi e Spalletti. L’ex coppia d’oro (40 gol e 12 assist in due nella passata stagione) ha deposto l’ascia da guerra per il bene dell’Inter, e alcuni episodi nel match di mercoledi sera contro il Genoa ne sono un chiaro esempio: una rete a testa, con assist del centravanti per il croato che, a sua volta, gli ha lasciato (di concerto con Brozovic e Politano) calciare il rigore del momentaneo 2-0. Uniti per un obiettivo comune, superiore agli screzi personali. Perisic si è convinto, è pronto a dare tutto nelle ultime 8 giornate di campionato, lasciando da parte egoismi personali e raffreddando gli isterismi collettivi. Ad una condizione: a fine stagione, vuole andare via.


SOGNO PREMIER - Il classe ’89 brama da tempo un approdo in Premier League. Ambizione palese e legittima, sfumata e sfiorata più volte con il Manchester United. L’Arsenal a gennaio ci ha provato, proponendo un prestito oneroso da 5 milioni di euro, senza concordare una cifra per il riscatto. L’Inter non l’ha lasciato andare, rispedendo al mittente l’offerta. A fine stagione, però, le cose potrebbero cambiare. I nerazzurri per privarsi dell’ala ex Wolfsburg chiedono almeno 35-40 milioni. Che, al momento, non sono ancora arrivati. Ma un patto morale è stato siglato: con il terzo posto le strade dell’Inter e di Perisic, dopo quattro stagioni insieme, si separeranno.