Ital-Pescara. Vecchi ricordi di Zemanlandia e della sua banda di ragazzini. Insigne, Verratti, Immobile e tutti gli altri. I primi due ieri sono stati i marcatori della vittoria dell'Italia contro la Bosnia: "Non ho visto la partita, ma ho letto che hanno giocato alla grande". Parola di Marco Sansovini, oggi attaccante del Modena ed ex capitano di quel Pescara che ha conquistato la promozione in Serie A nella stagione 2011/12.

LA CAVALCATA - Li aveva lasciati all'Adriatico, li ritrova in Nazionale: "Sono cresciuti tantissimo sotto tutti i punti di vista - racconta l'attaccante del Modena a calciomercato.com - Già all'epoca avevano tanta qualità e una grande personalità, adesso li vedo più maturi". Una cavalcata chiusa a 83 punti e 90 gol fatti, il pass per la Serie A conquistato con una giornata d'anticipo: "E' stata la stagione più bella della mia carriera, mi rimarrà per sempre nel cuore". Esperienza al servizio della squadra: "Eravamo tre o quattro over 30, c'era un bel mix di giovani e maturi".

PICCOLI FENOMENI CRESCONO - In allenamento Insigne faceva magie, gli altri si stropicciavano gli occhi: "Lorenzo aveva un'altra marcia. Ogni tanto bisognava gestirlo caratterialmente e qualche calcione in mezzo al campo se l'è preso, ma era tutto nella norma". Un gol contro il Bari che Sansovini ancora si ricorda: "Riceve palla da fallo laterale quasi sulla linea di fondo, spalle alla porta si gira con il tacco e manda a vuoto un avversario; finta il cross, il portiere va a centro area e lui segna tirando sul primo palo". Anche Verratti non scherzava: "Marco ha iniziato a giocare con noi quando aveva 17 anni e faceva il trequartista. Si allenava poco perché aveva un problema di pubalgia, ma quando lo faceva era sempre uno spettacolo. Imprendibile: già da piccolo li saltava tutti come birilli".

QUASI SINDACO - Gli altri inventavano, Sansovini la buttava dentro. Sempre e comunque. In quella stagione segna la sua prima tripletta in carriera: "E' stata una grande soddisfazione, non succede tutti i giorni". Pescara nel destino di Marco, andata e ritorno due volte. Lui che lì è 'il Sindaco', e per poco non lo diventava per davvero: "Un giornale locale indiceva una sorta di elezione con un coupon dove i lettori potevano indicare la loro preferenza e qualcuno ha votato per me". A cambiare lavoro non ci pensa proprio. Tra cinque giorni compie 39 anni, ma in campo ha l'entusiasmo di un ragazzino: "Sono contento perché ho finito in crescendo la stagione (gol e assist nell'ultima gara playoff contro la Reggiana, ndr), adesso speriamo nel ripescaggio. Ci crediamo sia noi che i tifosi". Contratto in scadenza, futuro?: "Il rinnovo non dipende da me".