Il più vecchio è Marcello Trotta, attaccate campano, ventitré anni appena compiuti. Il più giovane - per ora - è Pedro Pereira, difensore portoghese, che è diventato maggiorenne venerdì. E’ la gioventù della Juventus, ragazzi acquistati dal club bianconero o comprati assieme ad altre squadre oppure oggetto di trattative serrate. Una strategia precisa: mentre i rivali si affannano a mettere una toppa all’organico attuale per cercare di tenere il passo di Allegri, la società torinese già progetta il futuro, affinché la superiorità sulle concorrenti rimanga tale.
 
Giovani, forti e possibilmente italiani: la Juve non lascia nulla al caso. Perché anche la nazionalità è importante, a causa del nuovo regolamento: oggi in rosa ci devono essere otto calciatori cresciuti nel nostro Paese, quindi quattro di questi dovranno arrivare dal settore giovanile della società stessa. Ecco perché i bianconeri si stanno muovendo in questo modo: guardano lontano, perché l’importante è arrivare prima. Un po’ com’è accaduto con la costruzione dello Stadium, del resto, un gioiello che oggi segna la differenza tra la Juve e il resto dei nostri grandi club: i campioni d’Italia sono al traguardo quando gli altri ancora devono partire.
 
Sono arrivati prima su quel fenomeno di Domenico Berardi, ventuno anni, che il Sassuolo girerà alla Juve la prossima estate: se gli mettono definitivamente a posto la testa, diventerà un protagonista assoluto del calcio internazionale. E sono arrivati prima su Trotta, come dicevamo, e su Stefano Sensi, che di anni ne ha venti: l'attaccante viene dall’Avellino, il regista dal Cesena, entrambi giocheranno nel club di Squinzi e avranno la possibilità di meritarsi la maglia bianconera. Rolando Mandragora, invece, a diciotto anni è diventato della Juve a tutti gli effetti, senza soste intermedie: le qualità di questo centrocampista non hanno bisogno di ulteriori collaudi. Basta così? Macché. Oltre al sampodoriano Pedro Pereira, la Juve ha messo nel mirino l’altro blucerchiato (ed ex interista) Federico Bonazzoli, classe 97, e Riechedly Bazoer, classe 96, centrocampista dell’Ajax.
 
Attenzione: a Torino ci sono già Dybala e Pogba, Rugani e Morata. Juventus vuol dire gioventù: chi la vuole battere, oggi e in futuro, deve muoversi. E in fretta.