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Venti mesi fa Leonardo Bonucci, oggi ​Krzysztof Piatek. Il palcoscenico è lo stesso, Casa Milan, gli spettatori sono gli stessi, i tifosi del Milan, accorsi in massa per una foto o un autografo, cambia solo l'attore, sul palco, a prendersi gli applausi. Nel luglio 2017 il popolo rossonero, dopo anni bui, di sconfitte e delusioni, di giocatori di seconda fascia, omaggiava il difensore azzurro, strappato alla Juventus a suon di milioni, lo metteva sul trono, lo investiva del ruolo di trascinatore, di simbolo della rinascita, un anno e mezzo dopo e due proprietà diverse, ha scelto il nuovo leader, dimenticando, una volta per tutte, il 'vecchio'. 

IDOLO - A Casa Milan, per la sessione di autografi, erano circa 400. Un entusiasmo contagioso per un giocatore che si è preso la scena con i gol, 8 in 10 partite tra campionato e Coppa Italia, e con l'atteggiamento di chi punta sempre in alto. Un lavoratore, che pensa solo al campo e al Milan, nel quale è felice di stare, con il quale vuole vincere. Per Piatek il club rossonero non è un trampolino di lancio, ma un punto di arrivo. Un attaccamento alla maglia che ha convinto anche i più scettici. Il polacco pescato dal Genoa nel Cracovia è diventato il nuovo idolo di una tifoseria che gli ha dedicato un coro virale, che non perde l'occasione di fargli sentire il suo amore, come già successo un decina di giorni fa in centro a Milano, a margine di un evento Adidas. E' vero che i rapporti si giudicano sul lungo periodo, ma i segnali, per la gente rossonera, sono incoraggianti. Sul trono ora c'è Piatek, per quanto tempo dipende da lui.