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In un’ intervista rilasciata a Marca, Cesare Prandelli ha parlato così di Piatek: “Krzysztof è un tipo di giocatore che non ho mai avuto. Ha tutte le caratteristiche più importanti. Ho allenato moltissimi attaccanti con attitudini da goleador, però lui è completo: ha forza, un buon fisico, resistenza, intuizioni per leggere le giocate... può giocare da prima o seconda punta, ed è molto lucido in area. Per l’età che ha, può diventare uno dei centravanti più importanti d’Europa. Lo vedo in un top club”.
 
Tra tutte le qualità di Piatek elencate da Prandelli, ce n’è una in particolare in grado di riaccendere il tifoso milanista ormai orbo di Higuain: la lucidità in area del polacco. E’ un criterio apparentemente etereo, quasi arbitrario. Non è misurabile, in effetti, la lucidità. Eppure sporca le reti. Ma cos’è allora? Prima di tutto è una differenza nello sguardo: l’occhiata che anticipa il pensiero reattivo dei difensori, un concentrato vitreo di calcolo istantaneo e messa a fuoco. Un profilo d’aquila. In un secondo momento è applicazione di forze, nei tempi e negli spazi a disposizione. Ho in mente il taglio improvviso di CR7 che ha deciso la Supercoppa. Ecco, l’attaccante in Serie A che nel girone di andata si è avvicinato di più alla lucidità in area del marziano Ronaldo è stato senza ombra di dubbio Krzysztof Piatek. E lo sosterrei anche a prescindere dal numero di gol segnati da entrambi in questa prima parte di stagione. Doveva essere Higuain l’antagonista, è stato Piatek.
 
L’operazione tra Milan e Genoa presenta tuttavia alcune incognite tattiche: come si adatterà il polacco al cambio di sistema? E al diverso stile di gioco dei rossoneri? Potrà coesistere con Cutrone? Riuscirà a incidere senza Kouamé? 
 
GENOA: AMPIEZZA E CROSS – La fortuna di Piatek in Italia è legata a doppio filo con i sistemi 3-4-1-2 e 3-5-2. Tra Ballardini, Juric e Prandelli infatti le costanti sono state la difesa a tre, i due laterali tuttafascia e, in attacco, il tandem. In mezzo, progressivamente, il triangolo si è rovesciato, con l’affermazione graduale di Bessa come interno sinistro a scapito di Pandev trequartista. In ogni caso quel che ci interessa sottolineare qui è la vocazione del Grifone a ricercare l’ampiezza con i cosiddetti quinti di centrocampo. Lazovic e Romulo in particolare. Ecco ad esempio un affondo del laterale serbo sulla sinistra in occasione del gol di Piatek contro il Parma.



In questi moduli, l’interpretazione del ruolo di laterale è orientata alla produzione di molti cross. Per la gioia di Piatek e di Kouamé.



Vale la pena di riproporre l’anticipo in torsione di Piatek su Gagliolo, con palla in rete nell’angolino lontano, un po’ per meglio illustrare i concetti di lucidità e forza cui si accennava all’inizio, un po’ per ricordare che a Milano, col polacco, dovrebbero arrivare pure i suoi gol di testa. Mentre Higuain lascia, se ne va a zero in questo fondamentale. Un chiaro sintomo.



PRIMA INCOGNITA- Bisogna dunque chiedersi come Piatek reagirà al 4-3-3 di Gattuso. Prandelli dice che il polacco può fare tranquillamente la prima punta. Ma anche senza laterali tuttafascia 'programmati' per crossare dal fondo? Sotto vediamo un momento dell’azione che ha portato Cutrone a colpire la traversa contro la Juve, a Jeddah. Gli esterni del tridente entrati dentro al campo tra le linee (Calhanoglu, Castillejo), Kessié, una delle due mezzali, in ampiezza a destra, e la fascia sinistra completamente abbandonata, lungo la quale si propone (timidamente o in ritardo) Rodriguez, comunque sempre più bloccato rispetto al terzino di destra. Le cose cambiano.  



SECONDA INCOGNITA – Altra domanda: Piatek può fare la prima punta anche senza una spalla di movimento come Kouamé vicino? Voglio dire in un tridente com’è quello del Milan. Senza le sponde aeree dell’ivoriano e i suoi tagli, come giocherà Piatek al posto del Pipita?  



Tra l’altro gli esterni del Milan giocano a piede invertito, sia Suso (sempre) che Castillejo (quasi sempre) che Calhanoglu (sempre). Gli cambierà qualcosa, non c’è dubbio, perché è sempre diverso impattare una palla tagliata da un mancino e proveniente da destra, rispetto a un cross old style, ovvero stile Romulo, proveniente dalla stessa fascia. L’antidoto potrebbero essere allora le sovrapposizioni (comunque meno frequenti e ricercate nel Milan rispetto alla spinta di un laterale del Genoa) del terzino destro. Da Calabria ad Abate e perché no, Conti, più propensi a sganciarsi di Rodriguez. 
 


TERZA INCOGNITA – La terza incognita meriterebbe per immagini gli ultimi due gol di Cutrone, quelli messi a segno nell’ottavo di Coppa sempre contro la Samp. Cutrone il salvatore. La domanda è: Piatek può coesistere con il giovane attaccante pupillo di Gattuso? Tutto può succedere, certo è che il Milan è stato costruito principalmente per il 4-3-3. Piatek inoltre, pur non avendo fatto ancora nulla rispetto a Higuain in carriera, attualmente sembra più completo del Pipita. Sulla carta copre certe virtù di Cutrone che fino a ieri apparivano, per necessità, “complementari” a quelle dell’argentino. C’è poi l’opzione Paquetá trequartista in un 4-2-3-1. Una prospettiva a mio parere assai più intrigante del tandem con Cutrone. In questo caso infatti sarebbe tutta da sperimentare e indagare la reazione chimica di Piatek con una sottopunta tecnica e d’inserimento come il ventunenne brasiliano.
 
LA FAME DI HIGUAIN – Una cosa è certa: Higuain al Milan non aveva più fame. Guardate qui sotto come non reagisce agli stimoli. Superato dal cross di Castillejo si gira e resta fermo. A guardare il taglio sul secondo palo di Calhanoglu. Non c’era, o semplicemente non era più lucido.     



LA FAME DI PIATEK – Al contrario Piatek ha fame, sta bene di testa ed è in forma fisicamente. Finora ha segnato in tutti in modi: in elevazione, di forza, a giro sul secondo palo (vedi contro l’Atalanta)..
Insomma, quando uno c’è, quando uno è lucido, segna pure di salto in lungo.