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Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset, parla del Milan a margine della presentazione dei palinsesti: "Fuori dall'Europa per il Fair Play? Da tifoso vedere il Milan fuori da tutte le competizioni internazionali è una situazione che fa male. Da buon tifoso, da buon milanista spero sempre nella prossima stagione e ripongo tutta la mia fiducia in un Milan che torni presto a vincere. Per una grande squadra come il Milan non essere in Europa è in risultato mancato in pieno. Potrebbe anche starci non essere in Champions, ma essere fuori dall'Europa è terribile. Giampaolo? Non posso esprimere giudizi. Gattuso via? Mi è dispiaciuto, ho dei ricordi che mi legano a Rino di successi, momenti vissuti insieme. Da tifoso e anche a livello personale dispiace. Maldini dirigente mi piace, rappresenta un pezzo della storia del Milan. Un pezzo del nostro Milan, del Milan di mio padre, è inevitabile che lo guardi con senso di fiducia. Anche Boban mi piace, è intelligente e speriamo facciano bene. Elliott? Purtroppo il mondo va in quella direzione. Sono d'accordo quasi totalmente con Abatantuono, perché il calcio prima di tutto deve essere passione, cuore, entusiasmo, tifo. Quando cessa di essere governato da questi sentimenti non è bello, ma il mondo va in quella direzione: bisogna sperare che questi investitori che guardano agli interessi finanziari prima di qualsiasi altra cosa, alla fine riescano a fare il bene anche delle squadre. Così va il mondo, così va il calcio. Sarebbe più bello il calcio di una volta, quando i proprietari investivano con il cuore e basta. Conte all'Inter? Una buona scelta, ma non riesco a entusiasmarmi per scelte dell'Inter da buon milanista (ride, ndr). Sarri alla Juve? Ho trovato particolare il cambio di allenatore, perché Allegri io che non sono juventino l'ho sentito vicinissimo alla squadra, ma è vero che tutto cambia: spero per i tifosi bianconeri che sia una buona scelta. Riprendere il Milan come ha fatto Moratti? La vedo veramente dura. Se ragioniamo dal punto di vista sentimentale potrebbe anche essere, ma le difficoltà che riguardano il calcio ora sono molto complicate. Devo dire con grande onestà che da quando il Milan non è più il nostro Milan spesso, se non vince, non lo guardo. Mi rendo conto che è una dichiarazione da tifoso terribile, ma ho un legame con il Milan di mio padre che è unico, quindi se non c'è un motivo vero, l'entusiasmo della vittoria, per non soffrire si arriva anche a questo".