In Francia lo esaltano e in Portogallo si stanno chiedendo se per caso non si tratti di un talento svenduto. È lo strano caso di Bernardo Mota Veiga de Carvalho Silva, meglio noto come Bernardo Silva, ala destra portoghese classe 1994 in forza al Monaco.

Dopo la doppietta realizzata lo scorso weekend sul campo del Caen, nella partita vinta 3-0 che ha consentito al club monegasco di conquistare il terzo posto, gli elogi e i bravò della stampa francese si sono accumulati. Il ragazzo ci sa fare, ha già sommato 37 partite fra campionato nazionale e coppe varie e lo scorso 31 marzo ha esordito in nazionale nell’infelice amichevole contro Capo Verde. È ancora da vedere se possa diventare un calciatore d’altissimo livello, ma le premesse ci sono. Tanto da sollecitare in Portogallo interrogativi e perplessità di cui giusto ieri si è fatto portavoce il sito Maisfutebol. Il collega Luis Mateus ha preso una posizione parecchio esplicita a partire dal titolo: "Possiamo già dire che Bernardo Silva è stato ceduto al Monaco per un prezzo troppo basso? (QUI)"

Un interrogativo che sorge guardando la cifra spesa dal Monaco per acquisire il giocatore: 15,75 milioni di euro. Una somma che nel momento in cui il giocatore venne tesserato costituiva una scommessa. Era l’estate scorsa e fin lì Bernardo Silva aveva giocato soltanto una gara nella squadra maggiore del Benfica, spendendo il resto della giovane carriera in Segunda Liga con la maglia del Benfica B. Ma era un rischio calcolato per chi acquistava, dato che sulle doti del ragazzo non si dubitava. I veri dubbi sono invece quelli di adesso e riguardano l’operato del Benfica. Che certo ha incassato una cifra non indifferente per un ragazzo che fin lì era soltanto un talento in prospettiva, ma che ora ha la certezza di aver perso di venderlo a una cifra almeno doppia se solo avesse atteso una o due stagioni e l’avesse lasciato maturare nei propri ranghi.

Quasi certamente il club ha mancato di realizzare un incasso più elevato, dando retta alla credibile opinione di Mateus. E non è il solo caso, purtroppo per i tifosi encarnados. Perché il club del presidente Luis Felipe Vieira, costretto a fare i conti con gravi esigenze di bilancio, sta svendendo il proprio futuro, alienando i ragazzi migliori della sua cantera. Lo sta facendo a beneficio dell’onnipresente Jorge Mendes, l’uomo più potente del calcio globale e della sua economia parallela.

Per capire cosa sia successo bisogna tornare indietro alla scorsa estate. Il Benfica ha appena vinto il trentatreesimo titolo nazionale, ma si trova anche in una situazione economico-finanziaria da allarme rosso. Il motivo principale è dato dal fallimento del Banco Espirito Santo, il secondo gruppo bancario privato portoghese, primo nella graduatoria delle banche lusitane sul piano dell’espansione internazionale. Il BES fa un patatrac clamoroso, costringendo l’esangue economia portoghese a un salvataggio affannoso che porta a iniettare 4,9 miliardi in un’operazione da cui vengono separate una new bank (che con scarsa fantasia viene ribattezzata Banco Novo) e una bad bank. Il Benfica si trova esposto due volte: perché si era visto concedere dal BES una linea di credito molto generosa e perché era stata la Espirito Santo Financial Group, una consociata con sede legale a Lussemburgo, a tirare su il Benfica Stars Fund. Cioè, il fondo d’investimento del club a cui il club stesso cedeva quote dei propri giocatori. Il fallimento del BES ha costretto il Benfica, lo scorso settembre, a sborsare 29 milioni per riacquistare le quote dei suoi giocatori dal suo fondo d’investimento (LEGGI QUI). Motivo: il rischio che quelle partecipazioni finissero nel calderone degli asset da usare per soddisfare le esigenze dei creditori di BES. Quando qualcuno vi chiede di citare un episodio che al meglio testimoni la perversione della deriva finanziaria del calcio globale, menzionate questo.

A ogni modo, in estate il Benfica si trova costretto a fare cassa. E un affarista come Jorge Mendes ne approfitta immediatamente mettendo le mani su tre dei giovani più quotati in cambio di denaro fresco o di promesse di denaro: oltre al già citato Bernardo Silva, partono Ivan Cavaleiro e Joao Cancelo (QUI). Le destinazioni? Presto dette. Di Bernardo Silva è stato già detto che va al Monaco. Non è stato specificato che il Monaco è un club per il quale Mendes dall’estate del 2013 si occupa di condurre il calciomercato come uomo di fiducia del presidente e proprietario Dimitri Rybolovlev. Inoltre, dalla scorsa estate sulla panchina del club monegasco siede Leonardo Jardim, portoghese, altro assistito di Jorge Mendes. Dal canto suo Ivan Cavaleiro va al Deportivo La Coruna, club con cui Jorge Mendes è storicamente in ottimi rapporti. Fu proprio con la società galiziana che il potentissimo agente portoghese realizzò il primo affare: il trasferimento del portiere Nuno Espirito Santo, allora in rotta col Vitoria Guimaraes, nell’estate del 1997. Infine, Joao Cancelo è andato al Valencia. Cioè il club allenato dal già citato Nuno Espirito Santo. Il quale, chiusa la carriera da calciatore, ha prima guidato i portoghesi del Rio Ave (cioè uno dei club di più stretta osservanza mendesiana) per poi passare al club spagnolo che s'apprestava a essere acquisito dal miliardario singaporiano Peter Lim, socio di Mendes nei fondi Quality Sport Investments (QUI).

Dunque il Benfica svende il futuro per fronteggiare i debiti del presente. Una gestione suicida, ma tant’è. Però magari dai giornali apprenderete che il club fa grandi affari grazie a cessioni esorbitanti. Come quella in prospettiva di cui parla stamani A Bola e che potrebbe portare l’argentino Nico Gaitan al Chelsea. Squadra allenata da José Mourinho, tecnico il cui agente si chiama Jorge Mendes. O magari, leggendo gli stessi giornali, v'imbatterete nella valanga di articoli che glorificano l’agire del tecnico Jorge Jesus, capace di far maturare talenti rivenduti dal Benfica a peso d’oro (QUI). Propaganda? Fate voi. Una precisazione: anche Jorge Jesus è un assistito di Mendes (LEGGI QUI).

A ogni modo, il prossimo caso di giovane talento benfiquista svenduto potrebbe riguardare l’attaccante diciottenne Goncalo Guedes, che si trova in questi giorni al centro di un contenzioso col suo ex agente Paulo Rodrigues. Dopo la rottura avvenuta nelle scorse settimane, Rodrigues accusa il ragazzo di mancanza d’umiltà e reclama un pagamento di 1,6 milioni di euro per la rottura dell’accordo. Dal canto suo il giocatore minaccia una denuncia per diffamazione e tentativo d’estorsione (LEGGI QUI). Dimenticavo di precisare che il nuovo agente di Goncalo Guedes, quello che ha convinto il ragazzo a mollare Rodrigues, è un signore che forse fin qui non avevate mai sentito nominare: Jorge Mendes (LEGGI QUI).

@pippoevai